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Spagna, arrestato il rapper Hasél per gli insulti al Re nelle sue canzoni. Gli artisti: “Libertà in pericolo”

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L’artista Pablo Rivadulla Duro, in arte Hasél, “rapper, poeta e comunista” finisce in carcere per gli insulti al Re di Spagna Juan Carlos contenuti delle sue canzoni e dei suoi tweet. Un artista dietro le sbarre è un fatto che imbarazza il governo progressista spagnolo guidato da Pedro Sánchez, che infatti ha già provato a correre ai ripari con una riforma della legge sul vilipendio.

Il rapper 32enne è stato condannato per “esaltazione del terrorismo e ingiurie alla Corona e alle istituzioni dello Stato“, contenute nei testi di canzoni e post sui social dove i membri della famiglia reale spagnola vengono definiti, se va bene, “ladroni”. Ma quello di Pablo Hasél è soltanto l’ultimo di una serie di casi in cui viene attaccata la libertà di espressione degli artisti. La Ong Free Muse, che si batte per la libertà di espressione, nel 2019 ha calcolato 14 casi di artisti condannati in Spagna (maglia nera in Europa in questa categoria), riporta La Stampa.

In difesa del rapper catalano si sono mossi oltre 200 artisti, tra questi il regista Pedro Almodóvar, l’attore Javier Bardem e il cantante Joan Manuel Serrat: “La persecuzioni a rapper, utenti di Twitter, giornalisti, così come altri rappresentanti del mondo della cultura e dell’arte che esercitano il proprio diritto alla libertà di espressione sono diventate purtroppo una costante nel nostro Paese”.

Leggi anche: 1. La Cina ha già oscurato Clubhouse; // 2. Censura? No, il problema è che abbiamo dato troppo potere a Facebook e Twitter (di Gabriele Volpe)
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