Il primo caso di coronavirus in Europa rilevato in Germania il 24 gennaio

Il contagio è avvenuto durante il periodo di incubazione

Di Anna Ditta
Pubblicato il 5 Mar. 2020 alle 10:01 Aggiornato il 9 Mar. 2020 alle 14:34
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Immagine di copertina
Credit: Arne Dedert/dpa

Il primo caso di coronavirus in Europa rilevato in Germania il 24 gennaio

Il primo europeo ad aver contratto il nuovo coronavirus in Europa e averlo trasmesso potrebbe essere un uomo tedesco di 33 anni. Lo comunica una lettera firmata da medici tedeschi e pubblicata sul New England Journal of Medicine del 5 marzo, che evidenzia il caso di un contagio avvenuto durante la fase di incubazione.

L’uomo, un uomo d’affari di 33 anni senza problemi di salute, ha manifestato sintomi respiratori e febbre alta il 24 gennaio. I sintomi sono migliorati e il 27 gennaio è tornato al lavoro. L’uomo aveva partecipato a un meeting il 20 e il 21 gennaio, dove era presente una collega di Shanghai, che è rimasta in Germania dal 19 al 22 gennaio senza accusare alcun problema di salute.

La donna si è però sentita male durante il volo di ritorno in Cina, dove è risultata positiva al virus 2019-nCov il 26 gennaio. Il 27 ha informato i partner tedeschi delle propria positività e in Germania sono iniziati i test sui colleghi che l’avevano incontrata, fra cui l’uomo di 33 anni, che è stato trovato positivo al virus sebbene ormai asintomatico. L’uomo non aveva malattie pregresse e non era stato all’estero nei 14 giorni precedenti al manifestarsi dei primi sintomi.

Il 28 gennaio sono stati trovati positivi altri tre impiegati della stessa compagnia. Di questi, solo uno aveva avuto contatti con la collega cinese, mentre gli altri due avevano avuto contatti solo con il 33enne quando era asintomatico.

“L’infezione sembra essere stata trasmessa durante il periodo di incubazione del ‘paziente indice’ [la donna cinese, ndr], per la quale la malattia è stata breve e non specifica”, sottolineano i medici tedeschi. “In questo contesto il fatto che il virus sia stato trovato in quantità rilevanti nell’espettorato dell’uomo anche nel suo periodo di convalescenza pone il problema della trasmissibilità del virus anche dopo il termine dei sintomi, sebbene tale carica virale rilevata con il test sia ancora da confermare attraverso una cultura del virus”.

Intanto, è stato confermato che il Covid-19 circolava in Italia da prima che fosse ricoverato il cosiddetto paziente 1 di Codogno. Lo ha scoperto il gruppo dell’Università Statale di Milano e dell’Ospedale Sacco, coordinato da Gianguglielmo Zehender, Claudia Balotta e Massimo Galli. Il team scientifico, infatti, ha rilevato, attraverso le 3 sequenze genetiche del virus attualmente in circolazione in Lombardia, che il Coronavirus circolava nel nostro Paese da “diverse settimane”.

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