Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:59
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

L’Arabia Saudita giustizia una persona ogni due giorni

Immagine di copertina

Da gennaio a giugno del 2015, il regno saudita ha giustiziato complessivamente 102 persone, tra cui disabili e minorenni. Dal 1985 il numero è pari a 2.208 persone

La pena di morte in Arabia Saudita uccide una persona ogni due giorni, secondo quanto denuncia un report pubblicato dall’ong Amnesty International. 

A partire dal 2014 è stato registrato un aumento considerevole delle condanne a morte, e nulla è cambiato con l’arrivo del re Salman, salito al potere nel gennaio del 2015, in seguito alla morte del fratello ed ex monarca Abdullah bin Abdulaziz. 

Nei primi sei mesi del 2015, il Paese ha giustiziato complessivamente 102 persone, tra cui anche disabili e minorenni.

Lo stesso report dichiara che da gennaio 1985 a giugno 2015 almeno 2.208 persone sono state vittime della pena di morte nel Paese, il che rende l’Arabia Saudita una fra le nazioni in cui si compie il maggior numero di esecuzioni capitali.

L’Arabia Saudita è stata preceduta solamente da Cina e Iran in un rapporto globale sulla pena di morte di Amnesty International relativo al 2014.

Il 48,8 per cento dei morti sarebbe cittadino straniero. Il dato risulta particolarmente rilevante se confrontato con la percentuale di stranieri presenti nel Paese, pari al 33 per cento della popolazione totale. 

La legge saudita punisce con la pena di morte anche crimini come l’adulterio, la rapina a mano armata, la stregoneria, l’apostasia e i crimini legati all’uso e al traffico di droga. Questi ultimi in particolare sono aumentati esponenzialmente: nel 2010 erano il 4 per cento del totale, mentre nel 2015 hanno toccato il 47 per cento.

Spesso i parenti delle vittime non vengono avvisati delle esecuzioni e, talvolta, non possono nemmeno celebrare i funerali perché non vengono restituiti loro i corpi.

— Leggi anche: Cercasi otto nuovi boia

Ti potrebbe interessare
Esteri / Media palestinesi: "Bombardata scuola a Gaza, quattro morti". Calcio, la federazione palestinese chiede alla Fifa di sospendere Israele
Esteri / Slovacchia, il primo ministro Robert Fico è "grave ma in condizioni stabili"
Esteri / L'esercito israeliano: “5 soldati a Gaza uccisi da fuoco amico”. Altre truppe israeliane verso Rafah
Ti potrebbe interessare
Esteri / Media palestinesi: "Bombardata scuola a Gaza, quattro morti". Calcio, la federazione palestinese chiede alla Fifa di sospendere Israele
Esteri / Slovacchia, il primo ministro Robert Fico è "grave ma in condizioni stabili"
Esteri / L'esercito israeliano: “5 soldati a Gaza uccisi da fuoco amico”. Altre truppe israeliane verso Rafah
Esteri / Slovacchia, il premier Robert Fico ferito a colpi di arma da fuoco: “È in pericolo di vita”
Esteri / La sacrosanta protesta degli universitari di tutto il mondo ci ricorda che la pace non è un dono, ma una conquista
Esteri / Wsj: “Biden procede con pacchetto armi a Israele da 1 miliardo”. Ue: "Con operazione Rafah relazioni con Israele a dura prova"
Esteri / Esercito israeliano: “Operazioni a a Rafah est e Jabaliya”. La Turchia: “A Gaza è genocidio”
Esteri / I tank israeliani avanzano ancora nel campo profughi di Jabalia. Netanyahu: “O noi o loro, i mostri di Hamas”. Gaza: “Più di 35mila morti”
Esteri / Morto a due mesi dal trapianto l’uomo con un rene di maiale
Esteri / Israele colpisce il Nord della Striscia di Gaza. Biden: “Se Hamas rilasciasse gli ostaggi cessate il fuoco anche domani”