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Egitto, ennesimo rinvio per Patrick Zaky: resta in carcere. Nuova udienza il 7 ottobre

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 27 Set. 2020 alle 18:28
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Immagine di copertina

Patrick Zaky, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere in Egitto da febbraio, rimane in carcere: nella nuova udienza del processo che si è tenuta ieri 26 settembre in Egitto, alla quale il giovane non era presente, si è deciso un nuovo rinvio, al 7 ottobre.

Quello annunciato oggi è un “rinvio” dell’udienza e non un “prolungamento” della custodia cautelare in quanto il giovane era assente “per motivi di sicurezza”. I “motivi di sicurezza” sono legati a un sanguinoso tentativo di evasione di condannati a morte avvenuto giorni fa dal carcere di Tora, all’estrema periferia sud del Cairo, dove è detenuto il giovane. Ha riferito all’Ansa Hoda Nasrallah. Così si spiegano le ragioni di un rinvio di soli dieci giorni mentre le aspettative erano o di un rilascio o di un prolungamento della detenzione di 45 giorni, come di norma in questa fase dell’inchiesta.

Attivista e ricercatore, da settembre Patrick George Zaky frequenta un master internazionale in Studi di genere all’università di Bologna ed è attivista presso l’Iniziativa egiziana per i diritti personali (Eipr). Il giovane era partito da Bologna per trascorrere un breve periodo di vacanza nella sua città natale, Mansoura, circa 120 chilometri a nord del Cairo. Ed è proprio all’aeroporto della capitale egiziana che il ragazzo è stato preso in custodia dalla polizia ed è “scomparso” per 24 ore. E’ riapparso il giorno dopo alla procura di Mansoura, che gli contesta i reati di “istigazione a proteste e propaganda di terrorismo sul proprio profilo Facebook”.

“In questi giorni che ci separano dal 7 ottobre Amnesty International chiede al Governo italiano di rimettere nella propria agenda il nome di Patrick Zaky perché, complice l’estate, complice altro, quel nome da quella agenda è scomparso”. Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, all’ANSA dopo la notizia del rinvio. “Chiediamo con forza che Zaky possa essere presente in aula, il prossimo 7 ottobre, per potersi difendere insieme ai suoi avvocati”, aggiunge Noury.

Pochi giorni fa, Patrick aveva scritto una lettera in arabo, rilanciata su Twitter dalla campagna “Free Patrick”, in cui chiedeva la data d’inizio del semestre accademico e si mostrava desideroso di tornare a frequentare la sua università.

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