Colombia, volontari italiani testimoni di un attacco armato dei paramilitari nella comunità di San José de Apartadò

Di Anna Ditta
Pubblicato il 30 Dic. 2017 alle 19:06 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:47
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Immagine di copertina

Alle 10.15 di venerdì 29 dicembre quattro uomini armati appartenenti a gruppi neoparamilitari colombiani hanno fatto irruzione presso la Comunità di Pace di San José de Apartadò, in Colombia. Secondo la Comunità Papa Giovanni XXIII, gli aggressori puntavano ad assassinare il leader della Comunità di Pace, Germàn Graciano Posso.

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Testimoni dell’attacco anche alcuni italiani di Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, un’associazione cattolica fondata negli anni Sessanta che si rivolge a varie forme di disagio sociale.

La Comunità di Pace di San Josè ha scelto di non partecipare in nessun modo, diretto o indiretto, al conflitto armato in corso da anni in Colombia e che vede protagonisti nuovi gruppi paramilitari eredi delle Autodefensas unidas de Colombia (Auc).

I volontari italiani di Operazione Colomba proteggono, con la loro presenza, le persone che vivono nella Comunità di Pace.

I paramilitari hanno cercato di rinchiudere in una stanza diversi membri della Comunità presenti, minacciandoli di morte con le loro armi.

Ma questi sono riusciti a disarmarli e a immobilizzare due di loro, che sono stati trattenuti. Nella colluttazione sono rimasti leggermente feriti i due aggressori, il leader della Comunità Germàn Graciano Posso e altri membri del gruppo.

“Si tratta di un attacco preannunciato”, ha detto Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. “Nelle ultime settimane le minacce ai membri della Comunità di Pace si sono intensificati. Ribadiamo la necessità di un deciso intervento da parte dello Stato colombiano e della Comunità internazionale per fermare e smantellare i gruppi neoparamilitari, condizione necessaria per arrivare alla Pace”.

“Proprio la settimana scorsa abbiamo lanciato la proposta che il prossimo governo italiano istituisca un Ministero della Pace: una scelta che favorirebbe esperienze come quella di Operazione Colomba per la promozione concreta della Pace”, prosegue Ramonda.

Sabato 30 dicembre il vicepresidente della Colombia, Óscar Naranjo, ha chiamato la Comunità di Pace di San Josè e, come si legge nel comunicato diffuso dall’associazione, “ha promesso di esaminare l’enorme complicità della Forza Pubblica presente nella regione” che è, secondo la Comunità di Pace, “il fattore chiave della grande libertà di azione con la quale i paramilitari si muovono nella zona”.

Qui sotto un video con la testimonianza di una volontaria italiana:

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