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Home » Esteri

“Gesto inspiegabile. Europa? E chi ci pensa mai”: parla il padre del bambino trovato morto nell’aereo Air France

Immagine di copertina

Secondo il padre del bambino trovato morto nel carrello di un aereo atterrato a Parigi e proveniente dalla Costa d'Avorio, Laurent non aveva un cellulare e nemmeno i mezzi per arrivare fino all’aeroporto. Si chiede chi e come lo avesse portato fin lì

Il padre del bambino trovato morto in aereo Air France: “gesto inspiegabile”

“È un gesto inspiegabile, mio figlio è stato fuorviato da qualcuno” : non si capacita Marius Ani Guibay, il papà di Laurent, il bambino trovato morto nel carrello di un aereo Air France a Parigi proveniente dalla Costa d’Avorio.

L’uomo ha parlato a Repubblica, in un racconto ad Anais Ginori, corrispondente del quotidiano dalla Francia.

Il giovane ivoriano trovato morto mercoledì 8 gennaio nel carrello di atterraggio di un aereo Air France che collega Abidjan a Parigi è stato identificato dalle autorità ivoriane: si chiamava Ani Guibahi Laurent Barthélémy e aveva 14 anni. Frequentava la quarta elementare.

“Lunedì mattina era il primo giorno di scuola dopo le vacanze. È andato in classe come al solito, ci siamo detti Au revoir. È un gesto inspiegabile, mio figlio è stato fuorviato da qualcuno”.

“L’ho visto l’ultima volta lunedì mattina. Era il primo giorno di scuola dopo le vacanze. È andato in classe come al solito, ci siamo detti Au revoiur. Era tranquillo, un ragazzo sempre allegro, docile. Le assicuro: non era uno scapestrato, non beveva, non ci aveva mai dato alcun problema”.

Poi il bambino non è tornato a casa e in famiglia è scattato l’allarme. “Ci siamo rivolti al commissariato per denunciare la scomparsa ma senza trovare sostegno da parte delle autorità”.

Così la famiglia ha diffuso la foto di Laurent sui social tentando di rintracciarlo.

Quando il giornalista gli chiede dell’Europa e di un possibile sogno di fuga, il padre risponde:

“L’Europa? E chi ci pensa mai? Siamo una famiglia modesta ma anche con pochi mezzi che abbiamo cerchiamo di crescere i nostri figli con sani principi. Ho sempre detto che se vogliono costruirsi un futuro devono prima studiare. E Laurent questo faceva. Solo qualcun altro può avergli messo in testa questa idea terribile”.

Come ripete il padre, Laurent non aveva un cellulare e nemmeno i mezzi per arrivare fino all’aeroporto. Si chiede chi e come lo avesse portato fin lì. Dopo aver chiesto aiuto alle autorità e ricevuto risposte poco soddisfacenti, il padre di Laurent è convinto che qualcuno non stia dicendo la verità.

Ma ora non ha i mezzi economici per raggiungere la Francia, attende la risposta delle autorità. Non vuole che il piccolo Laurent resti a Parigi.

“Deve tornare qui, a casa”.

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