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Negli ultimi due mesi Trump ha annunciato per almeno 37 volte l’intesa (mai arrivata) con Teheran

Immagine di copertina
Credit: AGF

La "Cnn" ha raccolto in ordine cronologico tutti gli annunci arrivati con una cadenza quasi quotidiana in cui Trump ha sostenuto che un accordo tra Stati Uniti e Iran fosse imminente

“L’accordo con l’Iran è vicino”: lo ha ripetuto come un mantra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump negli ultimi due mesi. A oggi, però, nonostante gli annunci arrivati con una cadenza quasi quotidiana tra social, apparizioni pubbliche e interviste ai media, l’intesa con Teheran non è ancora stata raggiunta. A raccogliere in ordine cronologico tutti i proclami del tycoon è stata la CNN, che ha contato almeno 37 dichiarazioni pubbliche in cui Trump ha sostenuto che un accordo tra Stati Uniti e Iran fosse imminente. Tutto inizia il 23 marzo scorso, circa un mese dopo l’avvio dell’offensiva israelo-statunitense contro l’Iran, quando Trump parla di “punti di accordo principali” e, il giorno successivo, afferma: “Penso che lo chiuderemo”. Il 25 marzo il presidente statunitense dichiara che l’Iran “voleva disperatamente raggiungere un accordo” mentre il 26, durante una riunione di gabinetto, Trump rivela: “Nonostante la sua ansia di raggiungere un accordo, l’Iran ha in qualche modo resistito per altri due mesi e mezzo”. Il 29 marzo confida ai giornalisti che prevede di chiudere un accordo con Teheran entro la settimana successiva: “Sì, vedo un accordo con l’Iran”.

Secondo la Cnn, a questo punto “le previsioni di Trump iniziarono a farsi più insistenti”. Il 6 aprile, infatti, il presidente statunitense annuncia che i due Paesi erano “molto vicini a un accordo”. Il giorno successivo viene annunciato il cessate il fuoco, che sarebbe dovuto durare due settimane, ovvero il tempo necessario per raggiungere un’intesa definitiva. All’emittente Fox, il 15 aprile, il tycoon dichiara di considerare “molto vicina alla conclusione. Penso che vogliano a tutti i costi raggiungere un accordo”. Il giorno successivo, Trump è sicuro: “Sembra molto probabile che raggiungeremo un accordo con l’Iran, e sarà un buon accordo”.

 

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È il 17 aprile, invece, quando Trump, in tre diverse apparizioni, spiega che l’Iran “accettato tutto” e aggiunge: “Penso che raggiungeremo un accordo entro un giorno o due, non credo ci siano troppe differenze significative”. Tre giorni dopo, il 20 aprile, sul social Truth, il presidente statunitense si dice certo che “tutto accadrà, relativamente in fretta!”. Passano dieci giorni, ma secondo Trump l’Iran era ancora “desideroso di raggiungere un accordo”. Il 1° maggio, infatti, afferma: “Quando la guerra finirà, e non dovrebbe volerci molto”. Il capo della Casa Bianca 
ha poi “trattenuto le sue previsioni per un certo periodo” ma il 18 maggio è tornato alla carica dichiarando di aver posticipato gli attacchi militari di “due o tre giorni” su richiesta dei Paesi mediorientali, “perché pensano di essere molto vicini a un accordo”.

Trump si rende conto che le sue previsioni si sono rivelate errate. Sempre il 18 maggio, infatti, dichiara: “Ci sono stati periodi in cui pensavamo di essere molto vicini a un accordo e poi non ha funzionato”. Ma poi aggiunge: “Questa volta è un po’ diverso”. Il giorno successivo, il presidente Usa torna alla carica: “Metteremo fine a questa guerra molto rapidamente”. Il 23 maggio, “the Donald” torna a fare il giro dei media per affermare che l’accordo con l’Iran era “in attesa di essere finalizzato” e che sarebbe stato annunciato “a breve”. Si arriva, così, a domenica scorsa, il 7 giugno, quando Trump assicura di essere “molto vicini a un accordo” con Teheran. L’8 giugno, il capo della Casa Bianca afferma di nuovo: “Siamo alle fasi finali 
di quello che sarà veramente un buon accordo con l’Iran”. E aggiunge che l’intesa 
sarà raggiunta in “due o tre giorni”.

 

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