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Nuova Zelanda approva congedo retribuito per lutto in caso di aborto spontaneo o bimbo nato morto

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La Camera dei rappresentanti neozelandese ha approvato il disegno di legge all'unanimità

Il parlamento della Nuova Zelanda ha approvato una legge che concede alle madri e ai loro partner tre giorni di congedo retribuito per lutto a seguito di un aborto spontaneo o dopo aver partorito un figlio nato morto. Il disegno di legge, presentato dalla deputata laburista Ginny Andersen, è stato approvato ieri all’unanimità dalla Camera dei rappresentanti neozelandese.

La legislazione appena approvata si applica ai genitori, ai loro partner e alle coppie che intendono avere un figlio tramite adozione o maternità surrogata mentre non riguarda le donne che scelgono volontariamente di interrompere la gravidanza.

“Il dolore che deriva dall’aborto spontaneo non è una malattia ma riguarda una perdita”, ha spiegato la prima firmataria della proposta di legge. “Tale perdita richiede tempo, per recuperare fisicamente, riprendersi mentalmente e recuperare con il proprio partner”.

In Nuova Zelanda, ha ricordato durante il dibattito in parlamento la deputata dei Verdi, Jan Logie, almeno una donna su quattro ha avuto un aborto spontaneo, mentre ogni anno circa 20.000 neozelandesi perdono una gravidanza a causa di aborto spontaneo o partoriscono figli nati morti.

“È un’esperienza incredibilmente normale, ma normale non significa facile, non significa senza dolore”, ha sottolineato Logie. “Eppure per molto tempo, attraverso il silenzio e lo stigma, abbiamo costretto le donne – soprattutto le donne – a fingere che in realtà non fosse successo nulla”.

La Nuova Zelanda è stato il primo Paese al mondo a concedere il diritto di voto alle donne ed è storicamente all’avanguardia sulle questioni relative ai diritti delle donne. Il governo laburista di centrosinistra al potere è guidato dalla premier Jacinda Ardern, considerata una paladina mondiale delle donne. Lo scorso anno, il governo neozelandese aveva approvato un’altra storica legge per depenalizzare l’aborto. Wellington non è comunque la prima capitale del mondo ad autorizzare il congedo retribuito per le donne che hanno perso un figlio in gravidanza. In diversi altri Paesi sono infatti in vigore disposizioni in questo senso.

In India le donne hanno diritto a sei settimane di congedo retribuito in caso di aborto spontaneo o di interruzione della gravidanza per motivi di salute. La Danimarca invece prevede 14 settimane di congedo in caso di morte del feto in utero. Nella provincia di Ontario, in Canada, se una donna perde un bambino fino a 17 settimane prima della data prevista del parto, ha diritto a 17 settimane non retribuite di congedo per maternità. Nel Regno Unito invece il congedo per lutto è concesso soltanto in caso di aborto spontaneo dopo la 24esima settimana di gravidanza mentre la madre ha diritto al congedo retribuito per maternità in caso di morte del feto in utero.

In Italia le lavoratrici usufruiscono dell’indennità di malattia in caso di interruzione di gravidanza prima del terzo mese per tutto il periodo di mancata attività. Inoltre, secondo l’art. 16, comma 1 bis, del Testo unico su maternità e paternità modificato dal D.Lgs. 119/2011, in caso di interruzione di gravidanza dopo i 180 giorni dall’inizio della gestazione (180esimo giorno incluso), nonché in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità, la lavoratrice ha diritto ad astenersi dal lavoro per i tre mesi di congedo.

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