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Home » Esteri

Nigeria, liberate le 317 studentesse rapite a Zamfara

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Credit: Ansa foto. Foto di repertorio 2018

Sono state liberate le 317 studentesse rapite della scuola secondaria governativa di Jangebe, nello stato di Zamfara, in Nigeria. La notizia è stata data da un media locale, Naija News, ma poi confermata da una fonte governativa all’emittente Channels television. Le ragazze – delle quali anche papa Francesco ha chiesto la liberazione – sarebbero state rilasciate dai loro rapitori stamattina. Ora si trovano nel palazzo dell’emiro di Anka e saranno successivamente trasportate a Gusau, la capitale dello Stato.

Il rapimento era avvenuto nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 febbraio ad opera di un gruppo armato a Zamfara, nella Nigeria nordoccidentale. Uomini armati, alcuni dei quali in uniforme, avrebbero preso di mira la scuola verso l’una di notte e avrebbero prelevato le studentesse a bordo di veicoli. “Ci risulta che oltre 300 ragazze siano scomparse dopo aver contato le studentesse rimaste”, aveva detto un insegnante della Government Girls Secondary School di Jangebe.

Il padre di due studentesse della scuola ha raccontato di aver ricevuto una telefonata sull’incidente: “Sto andando a Jangebe. Ho ricevuto una telefonata nella quale mi è stato comunicato che nella scuola hanno fatto irruzione bande armate che hanno portato via delle allieve”, ha detto. La scorsa settimana, 42 persone sono state rapite da una scuola nello Stato nigeriano del Niger, nell’ovest della Nigeria. A dicembre oltre 300 ragazzi sono stati sequestrati da un istituto a Kankara, nello Stato di Katsina, e poi rilasciati dopo una serie di negoziazioni con funzionari del governo.

Secondo il portale di notizie Pm News Nigeria, gli assalitori hanno raggiunto la scuola dopo aver attaccato un posto di blocco dell’esercito di Abuja nella zona. Non si hanno notizie di vittime. La Nigeria vive una situazione difficile per quanto riguarda la sicurezza. In una recente intervista rilasciata a Vatican News l’arcivescovo di Abuja, monsignor Ignatius Kaigama, aveva lanciato un appello alle autorità ricordando che la popolazione vive costantemente nella paura di attacchi da parte di gruppi criminali e di estremisti islamici.

Leggi anche: L’ultimo attacco di Boko Haram ci ricorda che l’Africa è il nuovo fronte del jihadismo

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