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Home » Esteri

La nave di una Ong spagnola è stata sequestrata per due ore dalla Guardia costiera libica

Immagine di copertina
Credit: Reuters/Yannis Behrakis

L'imbarcazione della Proactiva open arms è stata fermata in acque internazionali e costretta sotto minacce a seguire i militari verso le coste della Libia

Proactiva open arms, l’Ong spagnola impegnata nei soccorsi dei migranti che cercano di attraversare il canale di Sicilia, ha scritto sul proprio profilo Twitter che il 15 agosto la sua nave Golfo Azzurro è stata sequestrata dalla Guardia costiera libica per due ore.

Un fotografo dell’agenzia di stampa Reuters, presente a bordo dell’imbarcazione, ha detto che i militari libici hanno fermato l’imbarcazione mentre si trovava in acque internazionali e minacciato di sparare contro gli attivisti se non avessero fatto rotta verso le acque territoriali del governo di Tripoli.

“La Golfo azzurro è stata sequestrata in acque internazionali dalla Guardia costiera libica”, ha scritto l’Ong sul proprio profilo Twitter. “Minacciano di spararci se non eseguiamo gli ordini”.

I fatti sono avvenuti il 15 agosto. Questo è stato solo l’ultimo di una serie di incidenti che hanno coinvolto le Ong al largo delle coste libiche e la guardia costiera del paese africano.

Secondo Reuters, i militari di Tripoli hanno contattato la Golfo azzurro via radio. “State navigando nelle nostre acque da mesi e creando problemi alla sovranità libica”, ha detto un uomo in inglese identificatosi come appartenente alla Guardia costiera libica. “Dovete modificare la vostra rotta e dirigervi verso Tripoli. Se non obbedite agli ordini, diventerete un bersaglio”.

Gli attivisti spagnoli hanno così deciso di obbedire agli ordini dei militari libici e di seguire la nave della Guardia costiera in direzione di Tripoli. Dopo due ore di sequestro però le stesse autorità del paese africano hanno chiesto alla Golfo azzurro di tornare indietro e allontanarsi dalle acque territoriali libiche.

Proactiva open arms, con sede a Barcellona, è una delle cinque Ong ad aver aderito al codice di condotta voluto dal ministero dell’Interno, opera nel Mediterraneo dal 2016 e al momento ha soccorso quasi 18mila migranti in mare.

L’Italia non vuole salvare vite umane, ma impedire ai migranti di partire, dice Amnesty

Cosa c’è da sapere sul codice di condotta per le Ong

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