Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:18
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Michigan, 26enne congolese ucciso dalla polizia con colpi di pistola alla nuca

Immagine di copertina

Un 26enne di origine congolese, Patrick Lyoya, è stato ucciso il 4 aprile a Grand Rapids, nel Michigan, da un agente di polizia dopo essere stato fermato per un controllo stradale. Dopo la verifica della targa, che non corrispondeva al mezzo di cui il ragazzo era al volante, Lyoya ha tentato di fuggire, ma il poliziotto lo ha bloccato e i due hanno iniziato una lotta corpo a corpo, in cui è stato l’agente ad avere la meglio, sparando diversi colpi di pistola sulla nuca di Lyoya dopo averlo bloccato faccia a terra. Il “taser” che aveva provato ad utilizzare durante la colluttazione non funzionava.

Secondo la famiglia del giovane, fratello maggiore di due sorelle e cinque fratelli e giunto negli Stati Uniti dalla Repubblica Democratica del Congo per domandare asilo, si è trattato di un “esecuzione”. La morte di Lyoya ha sollevato polemiche, lo sconcerto della popolazione locale e del movimento Black Lives Matter dopo che Fox News, su autorizzazione della polizia, ha diffuso il filmato che mostra il violento corpo a corpo durato poco più di un minuto.

“Secondo quanto ho potuto vedere, il taser non funzionava, non faceva contatto, poi Lyoya viene sparato alla testa. E per adesso è l’unica informazione in mio possesso”, ha commentato il capo della polizia di Grand Rapids, Eric Winstrom, che sulla morte del 26enne ha aperto un’inchiesta e attende l’esito dell’autopsia e dei test tossicologici.

L’identità dell’agente non è stata rivelata, ma l’uomo era in servizio da sette anni ed è stato posto in permesso retribuito per la durata dell’indagine, affidata al procuratore Chris Becker, il quale era contrario alla diffusione delle immagini e ora dovrà decidere se muovere formali accuse contro l’operato dell’agente per un uso sproporzionato della forza. Dopo la morte di Lyoya decine di persone si sono radunate nel centro di Grand Rapids per protestare: il corteo si è spostato davanti al quartiere generale della polizia con i manifestanti che mostravano cartelli del movimento Black Lives Matter e ne urlavano il motto.  Un’altra protesta è prevista oggi alle 17 ora locale, le 23 in Italia.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Esteri / Il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran: ecco i 14 punti dell’accordo pubblicati dalla Cnn
Esteri / Il Regno Unito vieta i social ai minori di 16 anni
Esteri / “Vivono in uno stato di paura costante”: l’Unhcr racconta a TPI il dramma degli sfollati in Libano
Esteri / Stati Uniti e Iran annunciano un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica