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Home » Esteri

Malala Yousafzai chiede 1,3 miliardi di euro per l’istruzione dei rifugiati siriani

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Giovedì 4 febbraio il premio Nobel per la pace parteciperà a una conferenza a Londra dove domanderà aiuti economici

Il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai esorterà i leader mondiali a destinare 1,4 miliardi di dollari (circa 1,3 miliardi di euro) all’educazione e all’istruzione dei bambini siriani.

Lo ha annunciato la stessa attivista pakistana domenica 31 gennaio 2016. Malala chiamerà a raccolta i capi di stato e di governo, i ministri dei paesi di tutto il mondo in occasione di una conferenza in programma a Londra giovedì 4 febbraio.

L’obiettivo del convegno dal titolo Sostenere la Siria e la regione sarà quello di raccogliere fondi per le crisi umanitarie causate dalla guerra civile in Siria. 

A proposito della sua iniziativa, promossa anche sul sito web della sua fondazione The Malala Fund, la giovane pakistana ha precisato: “Ho incontrato tanti bambini profughi siriani. Sono ancora nella mia mente e non posso dimenticare. Il pensiero che questi bambini non saranno in grado di andare a scuola in futuro è scioccante, e non posso accettarlo”. 

“Possiamo ancora aiutarli e proteggerli. Non sono ancora bambini perduti. Hanno bisogno di scuole, di libri e di insegnanti. Questo è il modo in cui possiamo proteggere il futuro della Siria”. 

Già nel luglio del 2013, Malala aveva dimostrato il suo impegno a favore dell’istruzione per i rifugiati siriani, recandosi in occasione del suo diciottesimo compleanno in un campo profughi in Libano, per inaugurare una scuola.

(Qui sotto il momento in cui la giovane pakistana annuncia l’apertura della scuola. Credit: Bbc)

Secondo un rapporto pubblicato dalla sua fondazione, sono almeno 700mila i bambini siriani costretti a vivere nei campi profughi in Giordania e in Libano e in altri paesi del Medio Oriente che non hanno accesso all’istruzione. 

Malala Yousafzai parteciperà alla conferenza di Londra promossa dalle Nazioni Unite insieme alla studentessa Muzoon Almellehan, 17 anni, rifugiata siriana che vive attualmente in Giordania. Anche lei, come la sua coetanea pakistana, sostiene che “senza l’istruzione non possiamo fare nulla”.

Alla conferenza di Londra saranno presenti i rappresentanti di Regno Unito, Germania, Norvegia e Kuwait. L’incontro non si limiterà ad affrontare la questione legata all’istruzione, ma si impegnerà nel soddisfare una vasta gamma di esigenze umanitarie in Siria. 

(Malala durante la sua visita a un campo profughi stringe la mano a Muzoon Almellehan. Credit: The Malala Fund) 

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