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Lituania, Lettonia ed Estonia si disconnettono dalla rete elettrica della Russia dopo 50 anni

Immagine di copertina
Un operaio al lavoro in Lituania per smantellare una delle linee che collegano la rete elettrica nazionale con Russia e Bielorussia. Credit: Litgrid

Dopo 20 anni di lavori e un miliardo di sovvenzioni dell'Ue, dal 9 febbraio anche i Paesi baltici si uniranno alla rete europea

L’8 febbraio 2025 passerà alla storia dei Paesi baltici allorquando, per la prima volta dopo oltre 50 anni, Lituania, Lettonia ed Estonia si disconnetteranno dalla rete elettrica della Russia per unirsi, il giorno successivo, al sistema della Continental Europe Synchronous Area (ex Unione per il coordinamento della trasmissione di elettricità – UCTE), di cui fanno parte i Paesi continentali dell’Ue (Italia compresa), oltre a Turchia, Moldavia e Ucraina.

La mossa, che arriva con 10 mesi di anticipo sulla tabella di marcia, è puramente simbolica visto che, per le conseguenze dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, Vilnius, Riga e Tallinn non acquistano elettricità dalla Russia né dalla Bielorussia dal maggio del 2022. Ma la decisione viene da lontano: per arrivarci ci sono voluti infatti quasi 20 anni tra progettazione e lavori e oltre un miliardo di euro di fondi europei da quando i tre Paesi baltici hanno aderito all’Unione europea.

Per oltre 50 anni, Lituania, Lettonia ed Estonia, che fino al 1991 hanno fatto parte dell’Unione sovietica, sono state collegate alla rete elettrica BRELL, che ancora oggi (e fino a domani) le collega a Bielorussia e Russia (compresa l’exclave di Kaliningrad). Come riconosciuto dal ministro lettone per il Clima e l’Energia Kaspars Melnis all’emittente tedesca Deutsche Welle, il mercato elettrico dei tre Paesi baltici è relativamente piccolo rispetto ai vicini russo ed europeo, pertanto la decisione di disconnettersi dal sistema BRELL e aderire alla rete continentale è una scelta legata a ragioni di “difesa, sicurezza e indipendenza economica ed energetica”.

Mosca infatti mantiene ancora il controllo totale del funzionamento della rete BRELL, fornendo gratuitamente ai vicini i servizi di bilanciamento e mantenimento della tensione. Il rischio, secondo i governi di Vilnius, Riga e Tallinn, era che il Cremlino potesse decidere di “spegnere” l’interruttore da un momento all’altro. Un problema che i tre Paesi baltici intendono risolvere con la disconnessione. Oggi infatti, 7 febbraio 2025, è scaduto l’accordo che regola la condivisione del sistema BRELL. Ma cosa succederà d’ora in poi?

Domani, Estonia, Lettonia e Lituania si disconnetteranno simultaneamente dalla rete e per un’intera giornata dovranno sopravvivere soltanto con l’elettricità che generano. Da domenica 9 febbraio invece sincronizzeranno la nuova rete indipendente, su cui l’Ue ha investito oltre 1,2 miliardi di euro, con la Continental Europe Synchronous Area. Il collegamento principale avverrà tramite la linea aerea “LitPol Link”, che collega Polonia e Lituania attraverso il loro confine in comune. I tre Paesi baltici sono inoltre collegati anche al mercato elettrico scandinavo (a sé stante rispetto a quello continentale): la Lituania tramite un cavo sottomarino che arriva in Svezia, chiamato NordBalt; e l’Estonia con due linee sottomarine dirette in Finlandia, Estlink 1 ed Estlink 2 (e una terza in costruzione che dovrebbe diventare operativa entro il 2035).

La transizione però potrebbe non essere indolore, tanto che da giorni la Protezione civile estone fornisce consigli alla popolazione su come affrontare possibili blackout, che potrebbero durare anche fino a una settimana. Per timore di possibili ritorsioni da parte del Cremlino infatti, i governi locali hanno aumentato la sorveglianza sulle centrali e le infrastrutture elettriche, che saranno fondamentali per gestire il passaggio da una rete all’altra. “Formalmente la Russia sta prendendo la cosa con calma”, ha spiegato all’emittente statunitense Cnn il ministro della Difesa lituano, Dovilė Šakalienė. “Ma la nostra passata esperienza dimostra che ciò che dicono e ciò che fanno non necessariamente coincidono”.

Nel giorno di Natale, ad esempio, il cavo Estlink2 tra Estonia e Finlandia è stato danneggiato al largo del Mar Baltico, riducendo drasticamente la capacità di trasmissione elettrica tra i due Paesi. Il giorno dopo l’Ue ha accusato la nave coinvolta nell’incidente di far parte di una “flotta ombra” russa e di aver tranciato il collegamento di proposito. Tanto che la Nato ha istituito una nuova missione navale per proteggere i cavi sottomarini nell’area.

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