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Home » Esteri

Libia, nuovi raid di Haftar su Tripoli: il generale vicino alla conquista della capitale

Immagine di copertina
A destra il generale Haftar, a sinistra foto dall'archivio

La capitale libica ancora sotto attacco aereo delle forze dell'Esercito nazionale libico

Libia: nuovi raid dell’esercito del generale Haftar su Tripoli

Nuovi raid aerei delle forze del generale Haftar su Tripoli, in Libia.

Ad annunciarlo su Facebook è stato l’ufficio stampa della “Divisione informazione di guerra” della Lna, l’Esercito nazionale libico guidato da Haftar.

“I caccia hanno eseguito più di sei raid contro una serie di postazioni e basi delle milizie lungo gli assi della capitale” si legge nel post.

Le formazioni che appoggiano il premier Fayez al-Sarraj, invece, hanno affermato, sempre su Facebook, di aver condotto “un attacco contro le basi delle milizie multinazionali del criminale di guerra Haftar negli assi di El-Khalatat e del campo El Yarmouk dopo l’impiego di artiglieria pesante e colpi di mortaio”.

Successivamente, sempre su Facebook, sulla pagina filo al-Sarraj “Vulcano di collera”, è stato annunciato l’abbattimento di un Mig-23 delle forze del generale Haftar.

“L’aereo è caduto a sud di ez-Zauia dopo essere stato preso di mira nel cielo di el-Yarmouk” si legge nel post.

La zona di Yarmouk si trova a una quindicina di chilometri in linea d’aria da Piazza dei Martiri, il centro di Tripoli situato sul mare.

La situazione nel Paese nordafricano, dunque, resta tesissima con la capitale che rischia di cadere nelle mani di Haftar da un momento all’altro.

A confermarlo è stato anche ministro degli Esteri del governo guidato da Fayez Sarraj, Mohamed Taher Siala, il quale ha ammesso che “Tripoli potrebbe cadere” aggiungendo anche che i “mercenari russi stanno sempre più aiutando le forze di Haftar”.

Intanto, sul fronte diplomatico, si cerca una soluzione che porti a un cessate il fuoco.

L’appuntamento è per l’inizio del 2020 quando a Berlino si terrà una conferenza sulla Libia definita “molto importante” da tutti gli attori internazionali, incluso il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.

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