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Cosa prevede la riforma fiscale presentata da Trump

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Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato il suo piano per tagliare l'aliquota fiscale parlando di "un nuovo miracolo per la classe media"

Mercoledì 27 settembre, nel corso di un evento a Indianapolis, nell’Indiana, Donald Trump ha presentato i dettagli della sua proposta di riforma fiscale, elaborata dopo mesi di trattative tra i consiglieri del presidente e i membri repubblicani del Congresso statunitense.

“Ridurremo le tasse per la classe media rendendo le regole molto più semplici e più giuste per tutti gli americani. Noi vogliamo una riforma fiscale che sia per la crescita, l’occupazione, le famiglie, i lavoratori. Una riforma fiscale che sia pro-America. È ora di occuparci del nostro popolo, di ricostruire la nostra nazione e di lottare per i nostri grandi lavoratori americani”, ha detto Trump alla platea.

Il discorso del presidente statunitense arriva all’indomani di una nuova sconfitta sul fronte della riforma sanitaria che avrebbe dovuto sostituire l’Obamacare, e che è naufragata dopo le defezioni di alcuni senatori repubblicani. Inoltre, il candidato supportato tra Trump per le primarie repubblicane in Alabama, il 26 settembre è stato sconfitto dall’avversario del fronte conservatore cattolico.

Come l’abolizione dell’Obamacare, anche completare la riforma fiscale entro il 2017 era tra i punti cruciali della campagna elettorale di Trump, che si trova quindi ora sotto una pressione ancora maggiore per attuare quanto promesso.

Il contenuto della proposta

La legge fiscale statunitense non è stata riformata in modo significativo dal 1986. Il presidente Trump, facendo riferimento al documento di nove pagine intitolato “Unified Framework for Fixing Our Broken Tax Code” e che contiene alcuni dettagli della riforma, ha promesso un“miracolo” per la classe media. La riforma propone:

• Le società statunitensi pagano oggi per legge il 35 per cento d’imposta sul reddito. Trump vuole portare il tasso al 20 per cento; sopra il 15 per cento promesso da Trump ma sotto la media mondiale del 22,5 per cento.

L’idea del presidente statunitense è azzerare lo svantaggio competitivo nei confronti dei paesi concorrenti e recuperare “migliaia di miliardi di capitale aziendale”.

• Per quanto riguarda le società “pass-through”, come ad esempio le partnership, al momento sono tassate con aliquote individuali in base al reddito dei proprietari (spesso pari al livello massimo, con aliquota del 39,6 per cento). Trump propone un nuovo tasso d’imposta del 25 per cento.

• Parlando delle aziende medio-piccole, Trump ha citato un’aliquota massima che arriverà al livello più basso “da oltre 80 anni”. “Voglio una riforma fiscale che sia pro-America. È tempo di tornare a prenderci cura degli americani”, ha detto.

• Sarà prevista una misura di scudo fiscale per consentire alle imprese di rimpatriare il denaro depositato nei conti esteri.

“Questo è un cambiamento rivoluzionario e i grandi vincitori saranno i lavoratori della classe media con i posti di lavoro che torneranno a riversarsi nella nostra nazione, con le aziende che ricominciano a competere e con i salari che continuano a crescere”, ha detto Trump.

• Trump ha annunciato anche una riduzione degli scaglioni di imposta da sette a tre e una riduzione del tetto tasso massimo d’imposta per il reddito delle persone fisiche dal 39,6 per cento al 35 per cento. La fascia più bassa salirà dal 10 al 12 per cento. Quella intermedia è al 25 per cento. Ma ancora non sono stati specificati i livelli di reddito corrispondenti alla nuova architettura composta da tre aliquote.

• Deduzioni fiscali. Verranno raddoppiate quelle standard, cioè quella parte del reddito esentato dalle tasse, per tutti i contribuenti. Mentre scompariranno tutte le altre legate a spese particolari, con l’eccezione degli interessi sul mutuo per la casa e per le donazioni.

Secondo i parlamentari repubblicani che hanno contribuito alla sua stesura, attraverso questa misura la riforma ha l’effetto di tagliare le tasse anche per chi ha aliquote più basse.

• Sono previsti inoltre sgravi alle famiglie con i figli, saranno dati mille dollari a bambino. Le famiglie con redditi annui fino a 24 mila dollari e i single con entrate fino a 12 mila dollari non verseranno nulla.

La proposta deve essere approvata dal Congresso e il compito adesso dei leader repubblicani è di limare il testo in modo da unificare il partito a sostegno della proposta e possibilmente portare dalla propria parte alcuni democratici.

Le critiche

A chi chiede dove Trump prenderà i fondi per il taglio fiscale, i repubblicani rispondono che il denaro proverrà dall’eliminazione di “scappatoie” fiscali, anche se queste non sono state finora individuate con chiarezza, come riporta l’agenzia Reuters.

I critici sostengono inoltre che la riduzione delle tasse promessa dal presidente non porterà a una crescita maggiore per l’economia statunitense, alla creazione di posti di lavoro e a un innalzamento degli stipendi, come sostenuto da Trump.

Sul fronte opposto, altri criticano il capo della Casa Bianca perché il pacchetto di riforma da lui proposto, frutto della mediazione con i rappresentanti del Congresso, tradisce le ambizioni di quello promesso nella sua campagna elettorale.

Martedì 26 settembre Trump ha detto ai membri dell’House Committee on Ways and Means – la commissione che ha lavorato alla proposta – che desidera che la riforma sia bipartisan, e che sia quindi sostenuta anche dai democratici. Ma finora alla sua redazione hanno lavorato solo un piccolo gruppo di repubblicani.

Sulle critiche mosse dai democratici, Trump ha fatto appello a una riforma condivisa: “La riforma fiscale non è stata storicamente una questione di parte e non deve esserlo oggi. Non c’è ragione che i democratici e i repubblicani al Congresso non uniscano le forze per arrivare a questa vittoria gigantesca per il popolo americano e per iniziare di nuovo il miracolo della classe media”, ha detto il presidente statunitense.

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