Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:18
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Iraq, nasce “Tuk Tuk” il quotidiano clandestino dei manifestanti

Immagine di copertina
Immagine generica

Iraq, nasce “Tuk Tuk” il quotidiano clandestino dei manifestanti

In Iraq è nato un quotidiano clandestino chiamato “Tuk Tuk”. Il giornale è pensato per dare voce al pensiero dei manifestanti che da oltre un mese sono scesi in strada in migliaia per denunciare la corruzione al governo, la mancanza di posti di lavoro e la carenza di servizi nonostante la ricchezza che il Paese genera con il petrolio.

Composto da otto pagine, “Tuk Tuk” viene stampato in una tipografia anonima nei pressi di Piazza Tahrir, nel centro di Baghdad, e distribuito ogni giorno tra i manifestanti.

A dare vita al giornale, un gruppo di sei persone che, lavorando in segretezza, ha già pubblicato migliaia di copie del giornale.

Secondo l’Associated Press la scelta del nome è dovuta a un potente simbolo del movimento di protesta, ovvero i ‘tuk tuk’ a tre ruote che utilizzati per travolgere i manifestanti, da cui spesso viene aperto il fuoco, sia durante le dimostrazioni che davanti agli ospedali.

Secondo l’editore, “Tuk Tuk” riempie un vuoto d’informazione lasciato dalla stampa nazionale e dai media iracheni. “Non esiste una reale copertura dei media sul nostro movimento di protesta – ha continuato – non in una maniera che ci rappresenti pienamente”.

Leggi anche:

Australia, i giornali si auto-censurano per protesta contro il governo
Iraq, il presidente Salih apre a elezioni anticipate. Uccise 250 persone da inizio proteste
Ti potrebbe interessare
Esteri / Armi, gas, investimenti e rotte commerciali: così l'Egitto ha scelto (per ora) di non aderire al Patto della Mecca
Esteri / Il Patto della Mecca: anatomia di un’aspirante NATO islamica
Esteri / Mohammed Soliman a TPI: “Il Medio Oriente non esiste. Oggi l’Asia occidentale guarda a est”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Armi, gas, investimenti e rotte commerciali: così l'Egitto ha scelto (per ora) di non aderire al Patto della Mecca
Esteri / Il Patto della Mecca: anatomia di un’aspirante NATO islamica
Esteri / Mohammed Soliman a TPI: “Il Medio Oriente non esiste. Oggi l’Asia occidentale guarda a est”
Esteri / Il Sultano dei due mondi: con il Patto della Mecca Erdogan proietta definitivamente la Turchia tra le potenze globali
Esteri / Il principe cerca alleati: ecco perché l'Arabia Saudita non può più affidarsi solo alla protezione Usa
Esteri / La sindrome di Washington: ecco perché il Patto della Mecca non segna la fine dell’ordine Usa
Esteri / Il Patto della Mecca cambia gli equilibri in Medio Oriente. Ma l’Europa resta in panchina
Esteri / Il presidente della NIAF Robert Allegrini a TPI: “Negli Usa non è mai stato così di moda e popolare avere origini italiane”
Esteri / La bomba di Islamabad: così il Patto della Mecca riporta il Pakistan sulla scena globale
Esteri / La metamorfosi della strategia della Resistenza dell’Iran in Medio Oriente