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Australia, i giornali si auto-censurano per protesta contro il governo

Tutte le testate hanno cancellato le notizie in prima pagina per dimostrare cosa significhi vivere in un mondo senza libertà di informazione.

Di Valeria Sforzini
Pubblicato il 21 Ott. 2019 alle 17:42
Immagine di copertina
La copertina del quotidiano "The Australian"

I giornali australiani si auto-censurano in protesta contro il governo per la libertà di informazione

In Australia, i giornali e le testate tv si auto-censurano per protesta. Prime pagine cancellate e illeggibili, con un’unica frase di denuncia: “Quando il governo ti impedisce di scoprire la verità, che cosa sta cercando di nasconderti?”.

L’iniziativa è andata in scena oggi, lunedì 21 ottobre. Le prime pagine dei quotidiani sono uscite “censurate”. I fatti più scomodi e rilevanti sono stati cancellati dalle colonne con delle barre nere. L’azione è stata una protesta senza precedenti nel continente, un appello contro il controllo eccessivo e limitante da parte delle istituzioni nei confronti della stampa e dei media in generale.

La campagna lanciata dalle testate australiane si chiama “The right to know” (il diritto di sapere) e avanza sei richieste di riforma al governo. A innescare la protesta è stato un blitz della polizia federale nella sede dell’emittente televisiva Abc e nell’abitazione di una giornalista per sequestrare documenti riservati in loro possesso che potevano mettere in imbarazzo il governo.

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La prima pagina del: “The Sidney Morning Herald”, con la scritta: “Quando il governo ti impedisce di scoprire la verità, che cosa sta cercando di nasconderti?”

Abc, infatti, aveva ha trasmesso in precedenza dei servizi che contenevano informazioni riservate sull’Afghanistan, comprese prove di possibili crimini di guerra commessi da truppe speciali australiane. La giornalista Annika Smethurst del Daily Telegraph ha rivelato inoltre che il governo stava valutando un piano per permettere ai servizi segreti di spiare gli australiani.

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credits: @aus_media

I giornali e le tv in Australia con la protesta “The right to know” hanno chiesto al Governo di tutelare il diritto degli organi di informazione di impugnare un mandato utilizzato dalla polizia per eseguire un raid contro giornalisti e per proteggere i whistleblower del settore pubblico da possibili ritorsioni. La protesta dei media australiani sostiene che che, senza una stampa libera, episodi di abusi non sarebbero venuti alla luce e non sarebbero state istituite commissioni di inchiesta sul settore bancario o sui maltrattamenti verso gli anziani nelle case di cura.

“Abbiamo sempre creduto alla libertà di stampa”, ha replicato il primo ministro conservatore Malcolm Turnbull. “Crediamo anche nella legge e nessuno sia al di sopra della legge”.

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