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Home » Esteri

Gli Usa bombardano l’Iran. La Repubblica islamica attacca le basi americane nella regione. Trump minaccia: “Stasera colpiremo molto duramente. In futuro prenderemo l’isola di Kharg”. Teheran “chiude” Hormuz “fino a nuovo avviso”: “Cessate il fuoco privo di significato”. Meloni: “Sosteniamo il negoziato, se possibile. Ma l’Ue dovrebbe essere pronta a nuove sanzioni”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Diretta live della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran e in Libano oggi, giovedì 11 giugno

Gli Stati Uniti lanciano una serie di attacchi contro l’Iran per la seconda notte consecutiva nel tentativo di costringere Teheran ad accettare un accordo. Il presidente Usa Donald Trump allude a ulteriori raid se gli iraniani rifiuteranno l’intesa: “Li bombarderemo senza pietà”. Per tutta risposta, la Repubblica islamica prende di mira le basi statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein e minaccia di colpire le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Di seguito tutti gli aggiornamenti in diretta:

 

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DIRETTA

Ore 17:00 – Libano: il segretario Onu Guterres lancia un appello per un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah  Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto a tutte le parti in conflitto in Libano di adoperarsi per una soluzione diplomatica che rispetti pienamente l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza politica del Paese dei Cedri. “Il processo deve iniziare con un cessate il fuoco completo rispettato da tutte le parti ovunque, alleviando le sofferenze delle comunità su entrambi i lati della Linea Blu”, ha scritto sui social l’ex premier portoghese. “Spero che ulteriori negoziati contribuiranno a una pace e stabilità durature”.

Ore 16:45 – Libano, raid di Israele vicino a un ospedale a Tiro: 1 morto e 17 feriti, compresi 10 membri del personale sanitario – Almeno una persona è stata uccisa e 17 sono rimaste ferite oggi a Tiro, nel sud del Libano, a seguito di un attacco aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) contro un edificio residenziale situato vicino all’ospedale Hiram della città. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, che cita il presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale, il dottor Salman Ideibi, secondo cui tra i feriti figurano almeno 10 membri del personale ospedaliero. Le esplosioni hanno infranto i vetri di alcune finestre, divelto porte, causato danni ai soffitti di alcune stanze di degenza e del pronto soccorso e auto private e mezzi sanitari nel cortile dell’ospedale. Nonostante i danni, ha precisato il dottor Ideibi, la struttura resta operativa. Almeno 3.711 sono state uccise e 11.483 sono rimaste ferite, secondo il ministero della Salute di Beirut, dal 2 marzo scorso in Libano. In questo periodo, 132 membri del personale sanitario, tra cui soccorritori, medici e infermieri, sono rimasti uccisi e 393 sono stati feriti, mentre 17 ospedali sono stati danneggiati, di cui 3 al punto da essere costretti a chiudere.

Ore 16:30 – Israele, media: “Netanyahu convoca i principali ministri del governo per discutere di sicurezza” – Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, convocherà questa sera i principali ministri e collaboratori del governo per discutere della situazione del sicurezza. Lo ha riferito al quotidiano israeliano online Zman Yisrael una fonte dell’ufficio di uno dei ministri dell’esecutivo di Tel Aviv. L’incontro si svolge nel contesto dell’offensiva israeliana in corso contro Hezbollah in Libano e dell’intensificarsi degli attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran, che per tutta risposta ha preso di mira le basi militari americane nel Golfo.

Ore 16:15 – Libano: oltre 3.700 morti nei raid di Israele dal 2 marzo – Il bilancio delle vittime registrate in Libano dal 2 marzo scorso, quando sono riprese le ostilità tra Israele e Hezbollah, ha superato i 3.700 morti. È quanto emerge dall’aggiornamento pubblicato oggi dal ministero della Salute di Beirut, citato dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui in questo periodo almeno 3.711 sono state uccise e 11.483 sono rimaste ferite nel Paese dei Cedri.

Ore 16:00 – Iran, il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento: “Trump deve arrendersi” – Gli Stati Uniti e Donald Trump dovrebbero “arrendersi” all’Iran. L’invito è arrivato oggi sui social dal portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento di Teheran, il deputato Ebrahim Rezaei, dopo le minacce del presidente Usa di “colpire duramente” la Repubblica islamica nelle prossime ore. “È indubbio che sia l’America a dover arrendersi in questa battaglia”, ha scritto Rezaei sui social. “Trump ha solo due strade: o si arrende, o si arrende”.

Ore 15:45 – Il segretario al Tesoro Usa Bessent promette: “Fondi iraniani congelati per risarcire gli alleati del Golfo colpiti da Teheran e compensare i pedaggi pagati per attraversare lo Stretto di Hormuz” – I fondi iraniani congelati saranno usati per risarcire i danni causati da Teheran agli alleati degli Stati Uniti nel Golfo. L’annuncio è arrivato oggi sui social dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha avvisato la Repubblica islamica delle gravi conseguenze economiche derivanti dagli attacchi contro i partner di Washington nella regione. “Qualsiasi danno inflitto ai nostri alleati nel Golfo sarà ripagato con fondi prelevati dai conti iraniani”, ha scritto Bessent sui social. “Il regime iraniano perderà la partita a somma zero che sta conducendo”, ha aggiunto. “Qualsiasi danno arrecato ai nostri alleati nel Golfo sarà risarcito con fondi prelevati dai conti iraniani”, ha proseguito il segretario al Tesoro statunitense. “Qualsiasi pedaggio pagato all’Autorità dello Stretto del Golfo Persico sarà compensato dai fondi prelevati dai loro conti”.

Ore 15:30 – Trump: “Continuiamo a dialogare con l’Iran. Preferirei prendere il controllo dell’isola di Kharg ma gli americani vorrebbero vederci tornare a casa” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione sta dialogando con l’Iran ma che preferirebbe prendere il controllo dell’isola di Kharg, il principale centro infrastrutturale iraniano per l’esportazione del petrolio. Dopo aver minacciato sui social di colpire “molto duramente” l’Iran nelle prossime ore, intervenendo telefonicamente al programma mattutino Fox and Friends di Fox News, Trump ha dichiarato che preferirebbe non colpire i ponti e le centrali elettriche del Paese, ma ha aggiunto che ci saranno altri attacchi statunitensi, che saranno “più grandi” e “più potenti” di quelli condotti negli ultimi due giorni contro la Repubblica islamica. “Ci saranno altri bombardamenti stanotte. Saranno più grandi, più potenti”, ha detto l’inquilino della Casa bianca, che alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero iniziato ad attaccare centrali elettriche e ponti, come aveva minacciato di fare in passato, ha risposto: “Sì, ma preferirei non farlo, perché una volta che lo si fa, la popolazione ne soffre”. Il presidente statunitense ha aggiunto che preferirebbe impadronirsi di importanti infrastrutture energetiche iraniane, tra cui Kharg, ammettendo però di non essere convinto che gli americani siano disposti a pagare il prezzo per la conquista dell’isola. “Stiamo parlando con loro, e tutto il resto, ma sapete, la mia preferenza è sempre stata prendere l’isola di Kharg”, ha dichiarato Trump. “Non so se l’America abbia il coraggio di farlo”, ha poi ammesso il presidente, riferendosi all’opinione pubblica americana. “Penso che vorrebbero vederci tornare a casa”. Quindi l’inquilino della Casa bianca ha ribadito che la Repubblica islamica “non vede l’ora di raggiungere un accordo” con gli Usa perché “sta subendo un duro colpo”. “Sono veramente sottomessi”, ha concluso. “Solo che ancora non lo sanno”.

Ore 15:00 – Iran: esplosione in mare al largo di Sirik nello Stretto di Hormuz – Un’esplosione è stata avvertita oggi in mare al largo di Sirik, sulla costa sud dell’Iran, nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la tv di stato iraniana IRIB, che non ha fornito ulteriori dettagli, nemmeno sulle cause della detonazione, che risultano ancora ignote.

Ore 14:30 – Il presidente Usa Donald Trump minaccia l’Iran: “Stasera colpiremo molto duramente” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a minacciare l’Iran, annunciando che “stasera” gli Stati Uniti “colpiranno molto duramente” la Republica islamica. “Ad un certo punto, in un futuro non troppo lontano, prenderemo possesso dell’isola di Kharg e di altri punti strategici per le infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando brillantemente sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America”, ha aggiunto Trump sul suo social Truth.

Ore 14:15 – Kuwait: intercettati “24 droni ostili” nelle ultime 48 ore – Le forze armate del Kuwait hanno intercettato “24 droni ostili nelle ultime 48 ore” nel quadro della risposta iraniana agli attacchi statunitensi delle scorse notti. Lo ha confermato oggi  all’agenzia di stampa britannica Reuters una fonte del ministero della Difesa dell’emirato, secondo cui gli attacchi iraniani “non hanno causato vittime ma hanno provocato danni materiali limitati”.

Ore 14:00 – Hormuz: forze Usa colpiscono un’altra petroliera accusata di trasportare greggio iraniano – Le forze armate Usa hanno “neutralizzato” un’altra petroliera che trasportava greggio iraniano nel Golfo dell’Oman, la terza nave mercantile colpita questa settimana perché accusata di aver tentato di violare il blocco americano nello Stretto di Hormuz. In una nota diramata sui social, il Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti (Centcom) ha fatto sapere di aver colpito la M/T Jalveer, battente bandiera della Guinea-Bissau, “mentre tentava di trasportare petrolio dall’Iran attraverso il Golfo dell’Oman”. “Un aereo statunitense ha lanciato due missili Hellfire nella sala macchine della nave dopo che l’equipaggio si era ripetutamente rifiutato di obbedire agli ordini delle forze statunitensi”, si legge nella nota. È la terza volta questa settimana che le forze armate americane mettono fuori uso delle navi nella zona, dopo gli attacchi alle imbarcazioni battenti bandiera di Palau, la M/T Marivex e la M/T Settebello, che erano state fermate lunedì 8 e martedì 9 giugno. La Marivex, secondo il Centcom, aveva “violato il blocco tentando di raggiungere un porto iraniano”, mentre la Settebello aveva “tentato di trasportare petrolio iraniano”. In quest’ultimo caso, il raid Usa ha ucciso tre marinai indiani. Dall’inizio del blocco navale, cominciato il 13 aprile, le forze armate Usa affermano di aver “bloccato 9 navi, dirottato 135 e consentito passaggio ad altre 42 che trasportavano aiuti umanitari”.

Ore 13:30 – Iran, il ministro degli Esteri Araghchi a colloquio telefonico con l’Alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas: “Cessate il fuoco inefficace per colpa degli Usa” – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha tenuto oggi un colloquio telefonico con l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, con cui ha discusso gli ultimi sviluppi in Medio Oriente a seguito degli attacchi incrociati di stanotte tra le forze Usa e Teheran, che ha risposto ai bombardamenti sul proprio territorio attaccando le basi americane in Giordania, Bahrein e Kuwait. Nel corso della telefonata, secondo una nota diramata dal ministro sul suo canale Telegram, Araghchi ha “condannato fermamente” gli attacchi di Washington, definendoli “una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, e ribadendo che tali azioni “hanno reso inefficace il cessate il fuoco”, attribuendo agli Stati Uniti la responsabilità “delle pericolose conseguenze” dell’escalation. Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre “criticato il silenzio degli Stati membri delle Nazioni Unite riguardo agli attacchi statunitensi”, avvertendo che “l’inazione globale potrebbe aumentare l’insicurezza nella regione e nel mondo”.

Ore 13:00 – Israele: “Hezbollah ha violato il cessate il fuoco in Libano” – Il governo di Israele ha accusato oggi il gruppo armato sciita Hezbollah di aver violato il cessate il fuoco in Libano, lanciando droni contro lo Stato ebraico. “Ieri sera e di nuovo stamattina, Hezbollah ha lanciato droni contro Israele dal Libano, in flagrante violazione del cessate il fuoco”, ha dichiarato in una nota diramata sui social il ministero degli Esteri israeliano. “Hezbollah non serve gli interessi del Libano. Serve gli interessi del regime terroristico iraniano, mentre il popolo libanese ne paga il prezzo”. La guerra tra Israele e Hezbollah continua a mietere vittime in Libano nonostante il cessate il fuoco concordato il 17 aprile scorso a Washington e prorogato più volte dal presidente Usa, Donald Trump. Dal 2 marzo scorso, secondo gli ultimi dati diramati dal ministero della Salute di Beirut, almeno 3.696 sono state uccise e 11.403 sono rimaste ferite in Libano.

Ore 12:15 – Iran: Autorità iraniana dello Stretto dispone il blocco della navigazione a Hormuz “fino a nuovo avviso” – La nuova Autorità preposta dall’Iran per supervisionare la navigazione nello Stretto di Hormuz ha disposto la chiusura totale del canale fino a nuovo avviso.  “A causa delle tensioni causate dall’aggressione delle forze americane nella regione e dall’annuncio fatto ieri sera dalle forze armate iraniane, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a nuovo avviso”, si legge in una nota diramata oggi dall’Autorità dello Stretto del Golfo Persico. “Ai richiedenti a cui è stato concesso un permesso di transito si chiede di avere pazienza e di attendere le istruzioni dell’Autorità”. Le Guardie della rivoluzione islamica in Iran avevano annunciato nella notte che “qualsiasi nave in transito nello Stretto di Hormuz sarebbe stata presa di mira”. Per tutta risposta, il Comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti (Centcom) aveva smentito sui social queste affermazioni: “Le navi commerciali continuano a transitare nello Stretto di Hormuz”.

Ore 12:00 – Turchia: Ankara chiede a Iran e Usa di fermare l’escalation e tornare al tavolo dei negoziati – Il governo della Turchia ha chiesto a Usa e Iran di interrompere gli attacchi incrociati e tornare al tavolo dei negoziati per evitare un’ulteriore escalation della guerra in corso dal 28 febbraio e non mettere a repentaglio la tregua stabilita l’8 aprile. La Turchia, ha detto oggi il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan durante una conferenza stampa congiunta tenuta oggi a Sofia con la sua omologa bulgara Velislava Petrova-Chamova, è in stretto contatto con Washington, Teheran e il mediatore pakistano. La raccomandazione di Ankara a entrambe le parti, ha detto Fidan, è di puntare a concludere i colloqui per un accordo di pace.

Ore 11:45 – Hormuz: 3 navi metaniere attraversano lo Stretto – Tre navi cisterna per il trasporto di gas naturale liquefatto (gnl) hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con i transponder spenti, dirette verso altre destinazioni in Asia. Lo riferisce l’agenzia di stampa britannica Reuters, citando i dati di tracciamento navale delle piattaforme LSEG e Kpler, secondo cui le navi Lebrethah e Rasheeda, entrambe operate da QatarEnergy, erano salpate da Ras Laffan, in Qatar. La prima, imbarcata il 22 maggio, è diretta in Pakistan, mentre la Rasheeda, salpata il 27 febbraio, naviga in direzione del Sud-est asiatico. La terza nave metaniera, Marigold, gestita dalla Abu Dhabi National Oil Company, è diretta dagli Emirati Arabi Uniti verso l’India. Non più di 12 carichi di gnl, comprese le tre navi citate, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra scatenata il 28 febbraio scorso da Israele e Usa contro l’Iran.

Ore 11:30 – Arabia Saudita chiede la “prosecuzione dei negoziati” con l’Iran “con la mediazione di Pakistan e Qatar” – L’Arabia Saudita ha condannato “l’aggressione iraniana” contro Giordania, Bahrein e Kuwait, chiedendo di continuare la mediazione tra Usa e Teheran intavolata dal Pakistan ed elogiando il ruolo del Qatar nel sostenere i negoziati. In una nota diramata oggi dal ministero degli Esteri, citata dall’agenzia di stampa ufficiale Spa, Riad ha chiesto una “de-escalation” nella regione e la “prosecuzione dei negoziati condotti sotto l’egida del Pakistan e degli sforzi congiunti del Qatar”.

Ore 11:00 – Iran, il governo di Teheran: il cessate il fuoco con gli Usa è “praticamente privo di significato” – Il governo dell’Iran ha definito “praticamente privo di significato” il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo gli ultimi attacchi delle forze armate di Washington contro la Repubblica islamica. “Gli attacchi illegali e criminali perpetrati dagli Stati Uniti nelle ultime ore non solo costituiscono una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme fondamentali del diritto internazionale in materia di rispetto della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale degli Stati, ma hanno anche reso praticamente privo di significato il cessate il fuoco”, si legge in una nota diramata dal ministero degli Esteri di Teheran, citata dall’agenzia di stampa locale Isna. “La responsabilità delle gravissime conseguenze di questo atto criminale ricade sui leader degli Stati Uniti”.

Ore 10:30 – Gaza: 1 morto e 3 feriti in nuovi attacchi di Israele – Almeno una persona è stata uccisa e altre 3 sono rimaste ferite oggi in una serie di raid delle forze armate di Israele (Idf) nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, che cita in proposito fonti sanitarie del territorio costiero. Una persona è rimasta uccisa, secondo l’agenzia palestinese, a seguito di un bombardamento dell’Idf contro “un appartamento residenziale di fronte al campo egiziano, a nord del campo profughi di Nuseirat”, nella Striscia di Gaza centrale. Altre due persone sono rimaste ferite a causa di un attacco condotto da un drone israeliano nel quartiere di al-Zaytoun, a sud-est della città di Gaza. Una donna invece è rimasta gravemente ferita da alcuni colpi d’arma da fuoco sparati da truppe dell’Idf nella zona di Al-Salatin, nella città di Beit Lahia, a nord della Striscia. Le forze armate israeliane non hanno confermato gli attacchi.

Ore 10:15 – Si moltiplicano gli incidenti nel Golfo dell’Oman: Usa colpiscono un cargo iraniano; segnalato un incidente al largo del Sultanato e scoppia un incendio a bordo di una petroliera – Una nave da carico iraniana è stata colpita da un attacco delle forze armate statunitensi nel Golfo dell’Oman alle prime ore di oggi, mentre un altro incidente ha coinvolto un’imbarcazione al largo del porto di Shinas, nel nord del Sultanato, e una petroliera ha subito un incendio nella sala macchine a nord-est dello scalo di Sohar, sempre nel nord-est del regno arabo. Le forze armate Usa, secondo quanto riferito dal governatore iraniano della contea di Sirik, Reza Shahidian, all’agenzia di stampa locale Mehr, hanno colpito oggi un cargo con a bordo 150 tonnellate di beni di prima necessità, di proprietà di alcuni abitanti del luogo, partito dal porto omanita di Khasab a circa 5 miglia nautiche dallo scalo di partenza. Tutti e cinque i membri dell’equipaggio, secondo quanto riferito all’agenzia di stampa iraniana, sono stati tratti in salvo da imbarcazioni di passaggio e riportati in Oman. Allo stesso tempo, in una diramata sui social, l’ambasciata dell’India nel Sultanato ha denunciato un incidente che ha coinvolto un’imbarcazione al largo del porto di Shinas, nel nord-est del regno. “Stiamo monitorando attentamente la situazione e ci stiamo coordinando con le autorità locali per ulteriori dettagli”, si legge nel comunicato. Intanto, secondo quanto riportato dall’agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (Ukmto), citando fonti delle autorità locali, un incendio è divampato nella sala macchine di una petroliera in navigazione a 21 miglia nautiche (circa 39 chilometri) a nord-est del porto di Sohar, in Oman, senza causare feriti, danni né alcun impatto ambientale.

Ore 10:00 – Iran: tre feriti negli attacchi Usa vicino Teheran – Almeno tre persone sono rimaste ferite nella provincia di Teheran a seguito degli attacchi aerei lanciati nella notta dalle forze armate degli Stati Uniti contro l’Iran. La notizia è stata confermata all’agenzia di stampa iraniana Fars da Mohammad Esmail Tavakoli, direttore dei servizi di emergenza della provincia. “Tre persone sono rimaste ferite in incidenti legati ai brutali attacchi statunitensi nella provincia di Teheran”, ha dichiarato Tavakoli. Gli attacchi Usa si sono concentrati principalmente sull’Iran meridionale ma, secondo i Pasdaran, i raid hanno centrato anche altri siti vicino alla capitale, tra cui le località di Karaj, Nazarabad e Pishva.

Ore 9:50 – Meloni: “Sosteniamo il negoziato con l’Iran, se possibile. Ma l’Ue dovrebbe essere pronta a nuove sanzioni” – L’Italia sostiene il negoziato con l’Iran ma l’Unione europea dovrebbe essere pronta a imporre nuove sanzioni a Teheran se non contribuirà a favorire la fine della crisi in Medio Oriente. Lo ha detto oggi alla Camera la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Sul piano diplomatico continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi Paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete anche voi”, ha detto la premier. “Se Teheran continuerà sulla strada sbagliata (…) allora l’Unione europea dovrà essere pronta a rafforzare la pressione anche attraverso nuove misure mirate”.

Ore 9:45 – Iran: negoziatori del Qatar lasciano Teheran, Pakistan “deplora” l’escalation e lancia un appello a “una soluzione negoziata” alla guerra – Il governo del Pakistan, principale Paese mediatore nella guerra in corso tra Stati Uniti e Iran, deplora l'”escalation” militare degli ultimi giorni in Medio Oriente, ribadendo l’appello alle parti in conflitto ad addivenire a una “soluzione negoziata”, mentre i negoziatori inviati dal Qatar a Teheran, “in coordinamento con gli Usa”, hanno lasciato questa mattina la capitale iraniana. “La diplomazia e il dialogo devono essere i principi fondamentali per raggiungere una soluzione negoziata a tutte le questioni controverse”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa a Islamabad il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, dopo i nuovi attacchi incrociati avvenuti nella notte tra Usa e Iran. Intanto, secondo quanto riferito da una fonte informata all’agenzia di stampa britannica Reuters, i negoziatori inviati ieri dal Qatar a Teheran hanno lasciato oggi la città dopo un round di colloqui con la controparte iraniana proseguiti fino alle prime ore del mattino. Un’indiscrezione confermata anche all’agenzia di stampa francese Afp da un funzionario coinvolto nei colloqui. “La delegazione del Qatar è partita da Teheran questa mattina dopo i colloqui con i funzionari iraniani che si sono protratti fino alle prime ore del mattino”, ha dichiarato in via anonima il diplomatico ad Afp, aggiungendo che le discussioni si sono svolte “in coordinamento con gli Stati Uniti”.

Ore 9:30 – Giordania: intercettati 20 missili lanciati dall’Iran – Le forze armate della Giordania hanno intercettato e distrutto almeno 20 missili lanciati nelle ultime 24 ore dall’Iran contro il regno arabo. La notizia è stata confermata all’agenzia di stampa ufficiale locale Petra da una fonte militare ufficiale del Comando generale delle forze armate giordane, secondo cui i missili erano stati “lanciati dall’Iran verso l’area di Azraq, nel governatorato di Zarqa, all’alba di oggi”. “Questi proiettili hanno preso di mira il territorio del regno e sono stati neutralizzati dall’aviazione giordana, senza causare vittime”, ha fatto sapere la fonte citata all’agenzia di stampa giordana. In precedenza, le Guardie della rivoluzione islamica in Iran avevano affermato di aver lanciato 12 missili balistici contro la base statunitense di al-Azraq, nel nord-est del regno.

Ore 9:15 – Hormuz: 3 marinai indiani uccisi dalle forze Usa a bordo di una petroliera accusata di violare il blocco navale – Almeno tre marinai di nazionalità indiana sono rimasti uccisi ieri a bordo di una petroliera presa di mira dalle forze armate degli Stati Uniti per aver presumibilmente violato il blocco americano nello Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman, nell’ambito della guerra contro l’Iran. La notizia è stata confermata sui social dal viceministro indiano dei Porti, della Navigazione e delle Vie navigabili, Sarbananda Sonowal, secondo cui le vittime si trovavano a bordo della petroliera Settebello, battente bandiera di Palau, al momento dell’attacco statunitense. “Purtroppo, dopo che i corpi sono stati localizzati e identificati, è stato confermato che tre marinai indiani inizialmente dati per dispersi sono morti”, ha scritto il viceministro indiano. Il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Usa) aveva accusato la Settebello di aver “violato il blocco navale in corso tentando di trasportare petrolio dall’Iran”. Per fermarla, le forze Usa hanno aperto il fuoco contro la sala macchine della nave, provocando tre vittime.

Ore 9:00 – Bahrein: bambina di 11 ferita dai detriti di un drone iraniano intercettato – Una bambina di 11 anni è rimasta lievemente ferita oggi in Bahrein, a seguito della caduta di detriti di alcuni droni lanciati dall’Iran contro il regno arabo, intercettati e distrutti dalla contraerea locale. La notizia è stata confermata in una nota dal ministero dell’Interno del Bahrein, secondo cui alcuni veicoli hanno preso fuoco e diverse abitazioni sono state danneggiate a Madinat Hamad e nella capitale Manama.

Ore 8:30 – Kuwait: riaperto lo spazio aereo dopo gli attacchi dall’Iran – Il Kuwait ha riaperto al traffico il proprio spazio aereo e l’aeroporto internazionale della capitale è tornato alla normale operatività, dopo la temporanea sospensione causata dagli attacchi lanciati dall’Iran contro l’emirato. Lo ha annunciato in una nota diramata sui social la Direzione Generale dell’Aviazione Civile del Kuwait, che in mattinata aveva disposto la chiusura dello spazio aereo e sospeso il traffico a titolo precauzionale a seguito degli attacchi iraniani, dirottando i voli verso scali alternativi. “L’Ente ha confermato di monitorare la situazione in modo assiduo e continuo, 24 ore su 24, in coordinamento costante con le autorità competenti all’interno e all’esterno dello Stato del Kuwait, al fine di garantire i più alti livelli di sicurezza e protezione nello spazio aereo”, si legge nel comunicato. “L’Ente ha inoltre comunicato il ritorno delle operazioni normali presso l’Aeroporto Internazionale del Kuwait, con la ripresa dei voli secondo gli orari approvati, mantenendo un monitoraggio e una valutazione immediata di eventuali novità che possano sorgere e adottando le misure necessarie al momento opportuno”.

Ore 8:00 – Iran: Guardie rivoluzionarie affermano di aver lanciato 12 missili contro un centro di comando Usa in Giordania – Le Guardie della rivoluzione islamica in Iran affermano di aver lanciato almeno 12 missili balistici contro un centro di comando delle forze armate degli Stati Uniti in Giordania. La rivendicazione è contenuta in una nota diramata dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie, citata dall’agenzia di stampa locale Tasnim, secondo cui questa “operazione punitiva contro l’aggressore” ha preso di mira “la base aerea di Al-Azraq e il suo centro di comando, utilizzando 12 missili balistici”. Nella nota i Pasdaran sostengono di aver distrutto le strutture prese di mira insieme a “un gran numero di aerei da combattimento”. La notizia non è stata confermata da fonti indipendenti né dal Comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti (Usa).

Ore 7:45 – Libano: 42 morti nei raid condotti da Israele nelle ultime 24 ore – Almeno 12 persone sono state uccise e 13 sono rimaste ferite in Libano, a seguito di tre raid aerei condotti ieri dalle forze armate di Israele (Idf) nelle località meridionali di Tayrdebba, Hariss e Sidone, portando così a 42 il conto dei deceduti nelle ultime 24 ore. Il bilancio definitivo delle vittime dei bombardamenti israeliani è stato diramato questa mattina in una nota dal ministero della Salute di Beirut, citata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui sono stati registrati 9 morti, tra cui una donna, e 10 feriti a Tayrdebba, nel distretto di Tiro; altre 3 vittime e un ferito sono state segnalate a Sidone; mentre due soccorritori dell’Associazione degli Scout Missionari Islamici (Rissala), affiliata al movimento Amal, sono stati feriti nella località di Hariss del distretto di Nabatiyeh. Altri 30 morti e 82 feriti, secondo il ministero della Salute di Beirut, erano stati registrati il giorno precedente in Libano a causa dei raid aerei compiuti da Israele. In totale, dal 2 marzo, almeno 3.696 sono state uccise e 11.403 sono rimaste ferite in Libano a causa della ripresa degli scontri tra l’Idf e Hezbollah.

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