Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Brasile, un incendio devasta il Museo nazionale di Rio de Janeiro: persi milioni di reperti

Immagine di copertina

La struttura è considerata una delle più grandi al mondo per la sua collezione, circa 20 milioni di reperti dell'epoca imperiale del paese

In Brasile, un vasto incendio ha devastato il Museo nazionale di Rio de Janeiro, che ospita oltre 20 milioni di reperti dell’epoca imperiale brasiliana.

Le fiamme sono divampate domenica 2 settembre 2018 alle 19.30 (ora locale, 23.30 in Italia) quando la struttura, che a giugno ha celebrato i suoi duecento anni, era già chiusa al pubblico.

Alle 5 del mattino i vigili del fuoco erano ancora al lavoro per domare il rogo.

L’ex direttore del Museo, Josè Perez Pombal, che si è recato sul posto, ha dichiarato che “non resterà nulla”.

“Non rimarrà niente, le fiamme erano talmente alte e il fuoco era ovunque. È finita, non so se l’istituzione continuerà a esistere dopo”, ha aggiunto.

Per il vice direttore dell’istituto, Luis Fernando Duarte, a portare alla tragedia è stata la “mancanza di sostegno” dello Stato.

Il presidente del Brasile, Michel Temer, ha dichiarato che l’incendio segna “una tragica giornata” per il paese.

“Incalcolabile per il Brasile la perdita della collezione del Museo Nazionale: sono stati persi duecento anni di lavoro, ricerca e conoscenza”, ha affermato Temer in una nota. “È un giorno triste per tutti i brasiliani”, ha aggiunto. Per il ministro della Cultura, Se’rgio Sa’ Leitao, si tratta di un giorno di lutto ma anche di una conseguenza di “anni di negligenza”.

Il Museo nazionale di Rio de Janeiro, inaugurato dal re Juan VI del Portogallo il 6 giugno 1818, è considerato il quinto più grande al mondo per la collezione esposta.

Tra i suoi 20 milioni di pezzi – tra cui fossili animali imbalsamati, utensili indigeni e mummie – c’è anche il cranio di Luzia, una donna che ha vissuto nell’attuale territorio brasiliano 11.500 anni fa.

Si tratta del fossile più antico dell’America Latina, oltre che di uno dei più importanti reperti archeologici del continente. I resti ossei, rinvenuti nel 1974 a Lagoa Santa, appartengono a una donna morta all’età di 20-25 anni, e che fu una delle prime abitanti del Brasile e la ricostituzione del suo volto ha rivelato tratti somatici simii ai neri africani e agli aborigeni australiani.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan