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In Bangladesh 43mila persone muoiono ogni anno per avvelenamento da arsenico

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Lo rivela un nuovo rapporto di Human Rights Watch che accusa di negligenza il governo di Dhaka per non aver preso misure adeguate

Khobor vive con la famiglia in un villaggio rurale nel centro del Bangladesh, in una piccola abitazione con il pavimento di terra battuta e le pareti di paglia, coperta da una lamiera ondulata che funge da tetto. Non potendo disporre di un suo appezzamento di terreno, Khobor si guadagna da vivere coltivando i terreni agricoli di proprietari più ricchi. 

Ogni giorno sotto il sole cocente Khobor, magro e muscoloso, deve irrigare i campi e zappare la terra. Di recente ha notato delle chiazze sul petto e sui piedi, i medesimi che comparvero sul corpo della madre e del padre deceduti qualche anno fa per motivi poco chiari.

Controllando attentamente quei segni sul suo corpo, Khobor non ha escluso la possibilità che possano essere causati dall’arsenico contenuto nell’acqua di cui sia lui, sia la sua famiglia si servono per bere e cucinare quotidianamente, attinta da un tubo piantato nel terreno a cui è attaccata una pompa a mano. 

Secondo il nuovo rapporto pubblicato il 6 aprile 2016 da Human Rights Watch, sono almeno 20 milioni le persone in Bangladesh residenti per lo più nelle zone più povere del paese, che bevono acqua contaminata da vent’anni a questa parte. L’indagine condotta dall’organizzazione non governativa ha stimato che 43mila persone muoiono ogni anno a causa delle malattie legate alla contaminazione da arsenico.

Le 111 pagine del rapporto dal titolo “Nepotism and Neglect: The Failing Response to Arsenic in the Drinking Water of Bangladesh’s Rural Poor”, hanno denunciato lo scarso impegno del sistema sanitario nazionale nell’occuparsi dei casi di persone che hanno manifestato sintomi riconducibili a contaminazione da arsenico. 

L’arsenico presente nell’acqua si presenta incolore, insapore e inodore, ma l’esposizione prolungata può causare effetti dannosi sul corpo, come convulsioni, coma, collasso cardiocircolatorio e spesso anche la morte. Tuttavia, anche l’esposizione a quantità più ridotte può comportare delle conseguenze per la salute, che potrebbero manifestarsi dopo anni. 

I sintomi più visibili di esposizione cronica all’arsenico sono la comparsa di macchie scure sulla pelle, l’ispessimento dell’epidermide dei palmi delle mani o delle piante dei piedi, mentre le principali cause di morte da contaminazione di arsenico sono i tumori e le malattie cardiovascolari o polmonari. 

(Qui sotto un grafico mostra gli effetti dell’arsenico sul corpo umano: Credit: Human Rights Watch)


Il rapporto ha anche rivelato che la maggior parte dei pozzi disseminati nel paese risultano contaminati. Un alto tasso di arsenico è stato rilevato nelle acque sotterranee del Bangladesh, soprattutto nelle aree più povere del paese; mentre, una quantità minore è stata riscontrata nei pozzi di Dhaka o di altre grandi città, dove l’acqua è potabile e proviene da profonde falde acquifere di qualità superiore, o dove, grazie a una rete di tubazioni e di depuratori l’acqua viene trattata e ripulita da principi nocivi. 

Dai primi anni Novanta a oggi, non si era ancora a conoscenza che gran parte delle acque sotterranee e poco profonde del Bangladesh, in particolare nelle aree centrali e a sud del paese, potessero contenere un alto livello di arsenico. “Si è continuato a installare pozzi e costruire tubazioni attraverso cui attingere le acque poco profonde che scorrevano sotto terra”, ha denunciato l’organizzazione. 

(Il grafico mostra la collocazione di pozzi d’acqua da parte del governo nelle aree ritenute pericolose: Credit: Human Rights Watch)


Dal 2000 a oggi, il governo centrale di Dhaka e altri paesi donatori internazionali hanno promosso la proliferazione di pozzi e tubi attraverso cui pompare dell’acqua potabile. L’intento del progetto era quello di ridurre il tasso di mortalità o la portata di malattie provocate da contaminazione microbica delle acque di superficie. 

“Ma il governo non sta compiendo i passi necessari per ridurre la presenza di arsenico nell’acqua potabile di cui milioni di persone si servono per bere e cucinare in Bangladesh”, ha dichiarato Richard Pearshouse, autore del rapporto. “Il governo si comporta come se il problema sia stato risolto in gran parte, ma i numeri dimostrano che milioni di persone in Bangladesh saranno destinati a morire per malattie legate all’arsenico, che potrebbero essere prevenute”.

Anche la famiglia di Khobor non sembra avere alternative se non quella di continuare a bere dell’acqua contaminata, pur conoscendone gli effetti. Durante la stagione delle piogge, la famiglia di Khobor raccoglie l’acqua piovana con un secchio di metallo e argilla, sufficiente per due settimane. Una volta finita, torna a utilizzare l’acqua che fuoriesce dai tubi piantati nel terreno. 

(Una donna raccoglie dell’acqua da una fontana in Bangladesh. Credit: Reuters)

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