Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Honduras, sette persone sono state condannate per l’omicidio dell’attivista Berta Caceres

Immagine di copertina
Berta Caceres

L'attivista si era opposta alla costruzione di una diga idroelettrica nelle terre abitate dalla comunità dei Lenca

Sette persone sono state condannate da un tribunale dell’Honduras per l’omicidio di Berta Caceres, l’attivista uccisa il 2 marzo 2016 per essersi opposta alla costruzione di una diga idroelettrica nelle terre abitate dalla comunità dei Lenca.

Il tribunale, con voto unanime, ha ritenuto autori dell’omicidio Sergio Ramon Rodriguez Orellana, il direttore degli affari comunitari della società Desarrollos Energéticos (Desa), e Douglas Geovanny Bustillo, ex tenente dell’esercito e direttore della sicurezza di Desa fino al 2015.

Per l’omicidio della Caceres sono stati anche condannati l’ufficiale dell’esercito Mariano Diaz Chavez, Elvin Heriberto Rapalo Orellana, Henry Javier Hernandez Rodriguez e Oscar Aroldo Torres Velasquez.

L’unico tra gli imputati ad essere stato assolto è stato Emerson Duarte Meza: contro di lui non sono state trovate prove del reato di insabbiamento di cui è stato accusato.

I sette uomini condannati il 29 novembre 2018 erano stati arrestati tra maggio 2016 e febbraio 2017.

Chi era Berta Caceres

Berta Càceres è stata uccisa il 2 marzo 2016 nella sua abitazione dopo aver ricevuto numerose minacce di morte nel corso degli anni per la sua attività a sostegno delle popolazioni indigene dell’Honduras.

La donna, anche lei indigena, viveva costantemente con la paura di essere uccisa. Non rispondeva quasi mai al telefono, raramente restava nello stesso luogo per due giorni di fila e non viaggiava mai da sola.

Non aveva guardie del corpo e le uniche persone che la proteggevano e di cui lei stessa si fidava erano i volontari della sua associazione. Non si sentiva tranquilla nemmeno fra le pareti della sua abitazione.

Secondo le autorità locali, la donna sarebbe stata prima picchiata e poi uccisa con otto colpi di pistola in un tentativo di rapina finito male. Questa ipotesi è stata subito respinta dagli amici e dai parenti della donna, i quali hanno confermato che l’attivista aveva subito minacce di morte da proprietari terrieri, dalla polizia e dall’esercito.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan