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Home » Esteri

Haiti, il primo ministro Lafontant si dimette dopo le proteste contro il caro benzina

Immagine di copertina
Il primo ministro di Haiti Jack Guy Lafontant. Credit: Afp

Il passo indietro è stato causato dagli scontri per il piano di aumento dei prezzi del gasolio. Nelle scontri che hanno attraversato il paese, si contano almeno sette vittime

Il primo ministro di Haiti, Jack Guy Lafontant, si è dimesso sabato dopo le violente reazioni scatenate dal progetto, poi abbandonato, di aumentare i prezzi del carburante. “Ho presentato le mie dimissioni al presidente della repubblica”, ha detto Lafontant alla Camera bassa di Haiti. Il presidente Jovenel Moïse ha annunciato su Twitter di avere accettato le dimissioni e ha dichiarato di stare lavorando alla scelta del successore.

Lafontant, un medico 57enne eletto all’inizio del 2017, ha lasciato poco prima che il Parlamento votasse una mozione di sfiducia contro di lui.

Venerdì 6 luglio, il governo del paese dei Caraibi aveva annunciato l’attuazione di un piano per aumentare del 38 per cento il prezzo della benzina, del 47 per cento quello del gasolio e del 51 per cento quello del cherosene. La dichiarazione aveva scatenato proteste di massa: nella capitale Port-au-Prince, come in altre città del paese, la strade erano state bloccate da barricate e da pneumatici in fiamme. Negli scontri, decine di negozi erano stati saccheggiati e bruciati e le macchine incendiate. Durante le contestazioni, almeno sette persone sarebbero morte ma non è ancora stato stilato un bilancio ufficiale delle vittime. Sabato 7 luglio, il primo ministro Lafontant aveva sospeso l’aumento dei prezzi e aveva dichiarato che “il governo condannava fermamente gli atti di violenza e di vandalismo”.

L’incremento del costo del carburante faceva parte di un piano accordato con il Fondo Monetario Internazionale, che spesso chiede ai paesi  firmatare di implementare le proprie riforme economiche in cambio dell’accesso ai fondi. Secondo il Miami Herald, il governo aveva firmato l’accordo con il FMI all’inizio dell’anno per riuscire a ottenere l’accesso a 96 milioni di dollari in prestiti e sovvenzioni.

Il governo di Haiti, uno dei paesi più poveri al mondo, sovvenziona il prezzo del carburante ma gli aumenti previsti avrebbero pesato su una grande parte della popolazione. Secondo la Banca Centrale, la maggior parte degli haitiani, circa il 52 per cento dei cittadini, guadagna poco più di due dollari al giorno.

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