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Home » Esteri

Il governo del Congo sospende le telecomunicazioni per le elezioni presidenziali

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Per 48 ore saranno bloccati i siti internet e i servizi telefonici, e non si potranno inviare SMS. Una decisione presa per motivi di sicurezza nazionali

Il governo della Repubblica del Congo ha imposto alle due principali compagnie di telecomunicazione del paese di bloccare tutte le forme di comunicazioni, in occasione delle elezioni presidenziali in programma per oggi, domenica 20 marzo 2016.

La decisione è stata presa per motivi di sicurezza, secondo quanto dichiarato da una fonte governativa alla vigilia del voto.

Il ministro dell’Interno Raymond Mboulou ha scritto alle società di telecomunicazioni, esortando a sospendere i servizi telefonici, internet e gli SMS per 48 ore, al fine di proteggere “la sicurezza nazionale”. 

Una fonte del governo ha detto all’agenzia di stampa Afp che la sospensione di qualsiasi linea di comunicazione ha lo scopo di porre fine a qualsiasi pubblicazione “illegale” dei risultati delle elezioni di domenica. 

I seggi chiuderanno alle 18 ora locale.

Le tensioni sono alte in Congo dal mese di ottobre, quando attraverso un referendum popolare è stata approvata la rimozione del limite di due mandati presidenziali e ha eliminato il limite d’età a 70 anni. I cambiamenti sono stati approvati con il 94,3 per cento degli aventi diritto di voto.

I risultati del referendum hanno provocato la reazione dell’opposizione che lo ha definito “un colpo di stato costituzionale” e hanno generato proteste nel periodo che ha preceduto il voto, che si sono concluse con numerose vittime. 

L’attuale presidente Denis Sassou Nguesso, al potere dal 1997, si è detto sicuro della vittoria sugli otto avversarsi e ha definito il giorno delle elezioni come “un calcio di rigore che segna poi una vittoria”. 

Il Congo non è il primo paese africano ad aver preso una simile misura preventiva. Anche l’Uganda, in occasione delle elezioni presidenziali di febbraio, ha imposto la chiusura di Twitter, Facebook e Whatsapp. 

“Una simile decisione è senza dubbio negativa. Tutto è stato fatto in modo che l’elezione non fosse trasparente”, ha sottolineato Joe Washington, presidente della fondazione Ebina che coinvolge numerosi attivisti. 

Sassou Nguesso è stato presidente della Repubblica del Congo dal 1979 al 1992, poi è tornato al potere nel 1997 in seguito allo scoppio della guerra civile. Ha vinto due mandati consecutivi, nel 2002 e nel 2009, ma entrambi i risultati sono stati contestati dai partiti di opposizione. 

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