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Il Giorno della Memoria dell’America Latina: gli Stati si fermano per commemorare i 30mila desaparecidos

Immagine di copertina
Credits: Treccani

In tutta l’America Latina il dolore è ancora grande per le vittime delle dittature subite tra gli anni Sessanta e Novanta, di cui oggi, domenica 24 marzo, si celebra il ricordo.

È il Dia de la Memoria por la Verdad y la Justicia, cioè il Giorno della Memoria per la verità e la giustizia; un giorno in cui i Paesi dell’America del Sud – quindi Argentina, Cile, Brasile, Ecuador, Messico e Uruguay – rifanno i conti con la crudeltà di quei regimi e con il sangue versato di chi è stato rapito, torturato e ucciso.

Conti che delineano un bilancio con dei numeri più che drammatici: sono infatti 80mila gli oppositori politici che non sono mai più usciti dai lager. Tra questi, ben 30mila sono i “desaparecidos”, le persone scomparse dopo aver subito le peggiori torture nei Centri clandestini di detenzione.

Ed è proprio l’Argentina – dove il 24 marzo è anche il giorno in cui si verificò nel 1976 il colpo di Stato con cui fu rovesciato il governo di Isabel Peron e instaurata la dittatura militare conclusasi solo nel 1983 – che registra il maggior numero di vittime (ormai accertate) della Guerra Sporca, il programma di repressione con cui si intendeva distruggere la cosiddetta “sovversione” rappresentata dai gruppi guerriglieri marxisti o peronisti.

In generale l’obiettivo della dettatura era quello di eliminare qualunque forma di protesta e dissidenza all’interno del tessuto culturale, politico, sociale, sindacale e universitario. I metodi erano i peggiori e accomunano i diversi paesi come i diversi dittatori: dai rastrellamenti ai processi sommari fino a stupri e violenze.

I luoghi dove si consumavano quelli che sono in tutto e per tutto dei crimini contro l’umanità erano mascherati da nomi completamente insospettabili come Club Atlético, Campo de Mayo o Garage Olimpo. La conoscenza di cosa succedeva al loro interno è il frutto della battaglia di molti parenti dei desaparecidos, per lo più donne che tutt’oggi di incontrano ogni settimana nella Plaza de Mayo di Buenos Aires per pretendere verità e giustizia.

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