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Home » Esteri

Un posto d’onore per i gay in Vaticano

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Un gruppo di gay e lesbiche cattolici americani per la prima volta si è potuto sedere nei posti d'onore all'udienza del Papa

È la terza volta che i pellegrini di New Ways Ministry, un gruppo statunitense di attivisti che promuove i diritti degli omosessuali di fede cattolica, si recano in Vaticano.

Hanno assistito alle udienze di tre pontefici diversi. Ma solo questa volta hanno ricevuto un trattamento d’onore.

Mercoledì 18 febbraio i circa 50 membri del gruppo, proveniente dallo stato americano del Maryland, sono stati invitati per la prima volta ad assistere all’udienza papale dai posti d’onore.

L’associazione New Ways Ministry, fondata nel 1977, difende i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender cattolici. Alla guida del gruppo c’è la sorella Jeannine Gramick, che ha riconosciuto nel gesto “un segnale di cambiamento dovuto all’effetto Francesco”.

“È davvero un incredibile onore e un passo avanti incredibile verso il riconoscimento della comunità Lgbt”, ha detto invece alla Cnn il direttore esecutivo dell’associazione Francis De Bernardo.

Nonostante questa apertura, l’accoglienza del gruppo è stata piuttosto mite. I pellegrini sono stati identificati nella lista dei partecipanti solo come “un gruppo di laici accompagnati da una suora di Loreto”.

Inoltre, la loro presenza non è stata annunciata come quella degli altri pellegrini e papa Francesco non ha accennato a loro nel suo discorso.

Ciononostante i membri del New Ways Ministry sono lieti di essere stati invitati a sedersi nelle prime file da monsignor Georg Gaenswein, il prefetto della casa pontificia.

Suor Gramick, la cofondatrice del gruppo, aveva subìto in passato pesanti critiche per il suo lavoro con i cattolici gay, che era stato definito “sbagliato e pericoloso”, che avrebbe “provocato confusione tra il popolo cattolico e danneggiato la comunità della Chiesa”.

A dirlo, nel 1999, la Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, che nel 2005 sarebbe diventato Benedetto XVI.

Il gruppo spera adesso che il Vaticano li includerà nella lista dei gruppi di pellegrinaggio ufficiali. Un altro piccolo passo verso il loro riconoscimento da parte della Curia romana.

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