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“Non sapevo fosse il Louvre”: la surreale difesa di uno dei sospettati per il furto di gioielli all’interno del museo

Immagine di copertina

Le incredibili dichiarazioni di Doudou Cross Bitoum, 39enne noto sui social come "la leggenda del motocross"

Il furto avvenuto all’interno del museo del Louvre assume sempre più contorni tragicomici e grotteschi. Dopo la notizia che la password utilizzata per accedere ai server delle telecamere di videosorveglianza non era nient’altro che “Louvre”, ora è emerso che uno dei sospettati arrestati avrebbe dichiarato di non sapere che quello fosse il Louvre. Per il furto di gioielli avvenuto all’interno del museo, un bottino da circa 88 milioni di euro, infatti, sono stati arrestati, tra gli altri, Niakate Abdoulaye e Ayed Ghelamallah. Il primo è un 39enne di origine maliana, conosciuto sui social con il nome d’arte di “Doudou Cross Bitume” e famoso per essere “la leggenda del motocross”. Sui social, infatti, il 39enne pubblicava i video delle sue evoluzioni in motocicletta. L’altro arrestato, invece, è un algerino di 34 anni.

Ma la vera notizia è che i due avrebbero parzialmente ammesso la loro colpevolezza, sostenendo di aver agito su mandato di persone delle quali non erano in grado di rivelarne l’identità. Ma a stupire gli inquirenti sono le dichiarazioni, definite dagli stessi investigatori “sconcertanti”, rese dai due arrestati. Entrambi, infatti, hanno dichiarato di non sapere che quello fosse il Louvre, ritenendo che il museo fosse al di sotto della famosa Piramide progettata da Ieoh Ming Pei. Inoltre, essendo domenica, i due ladri pensavano che l’edificio fosse chiuso e non si aspettavano di trovare persone.

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