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Come è andato l’esperimento svedese sulla giornata lavorativa di sei ore

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I risultati sono stati positivi sulla qualità del lavoro e sull’efficienza dei dipendenti, ma i costi restano alti

Ridurre l’orario lavorativo al personale sanitario diminuisce le richieste di permesso dal lavoro e i giorni di malattia. Inoltre, fa sentire meglio i dipendenti e migliora la cura riservata ai pazienti. Ma ha un costo economico non trascurabile per le aziende e sulla collettività.

Sono questi i risultati di un esperimento durato due anni a Goteborg, in Svezia. Nel febbraio del 2015 le infermiere di una struttura ospedaliera sono passate da un orario di lavoro di otto ore al giorno a uno da sei, mantenendo inalterato lo stipendio. Per assicurare ai pazienti lo stesso trattamento, sono state assunte altre 15 infermiere, con un costo aggiuntivo di 600mila euro all’anno.

Ma i risultati preliminari dell’esperimento dimostrano che i benefici sono considerevoli. Innanzitutto l’orario di lavoro ridotto ha avuto l’effetto di una diminuzione del 10 per cento dei permessi per malattia.

Molte infermiere hanno iniziato a spendere più tempo del loro orario lavorativo per “attività sociali” con i pazienti, come passeggiate all’aperto o giochi, particolarmente utili nella cura di quelli affetti da demenza.

“Alla fine del turno di lavoro ero esausta, appena arrivavo a casa mi gettavo sul divano. Ma adesso no: sono più attiva e ho più energia da spendere nel lavoro e con la mia famiglia”, ha riconosciuto Lise-Lotte Pettersson, un’infermiera di 41 anni che ha partecipato all’esperimento.

Secondo altri rapporti, tuttavia, come riporta Bloomberg, l’esperimento è stato un fallimento perché anti-economico. “È troppo costoso estendere l’esperimento a tutte le strutture ospedaliere della città”, ha dichiarato Daniel Bernmar, un consigliere comunale di Goteborg. Tuttavia lo stesso politico ha precisato che deve ancora essere fatta un’attenta valutazione dei costi-benefici.

Il dibattito sulla durata dell’orario di lavoro è acceso anche in Francia, dove il candidato di centro destra François Fillon ha proposto di tornare nel settore pubblico alle 39 ore settimanali invece delle 35 introdotte nel 2000.

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