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Erdogan torna a minacciare la Grecia e sposta i carri armati verso il confine: “Capiranno con esperienze amare che la Turchia è pronta a tutto”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 7 Set. 2020 alle 12:54 Aggiornato il 7 Set. 2020 alle 13:05
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Immagine di copertina
Il presidente turco Erdogan. Credit: ANSA/EPA/TURKISH PRESIDENTIAL PRESS OFFICE

Turchia: Erdogan minaccia la Grecia e sposta i carri armati verso il confine

Torna a salire la tensione tra Turchia e Grecia con il presidente turco Erdogan che sabato 5 settembre è tornato a minacciare Atene in un discorso televisivo dai toni intimidatori. “Capiranno che la Turchia è abbastanza forte politicamente, economicamente e militarmente da stracciare mappe e documenti immorali” ha dichiarato il leader turco in riferimento alle aree di mare del Mediterraneo orientale che Grecia e Cipro considerano loro zone economiche esclusive. “Lo capiranno, o attraverso il linguaggio della politica e della diplomazia, oppure sul campo attraverso amare esperienze – ha aggiunto Erdogan – La Turchia e il popolo turco sono preparati a qualsiasi eventualità e conseguenza”.

Erdogan ha pronunciato il suo discorso alla vigilia dell’inizio delle esercitazioni militari della Turchia nella Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia, al via domenica 6 settembre. Per l’occasione, l’esercito ha spostato una quarantina di carri armati dal confine siriano a quello greco. Fonti militari hanno fatto sapere che la manovra era già prevista, ma danno l’idea del momento di tensione che stanno vivendo i due Paesi.

I rapporti si sono deteriorati ad agosto dopo che la nave turca Oruc Reis ha iniziato le perforazioni nel Mediterraneo orientale, nelle acque che la Grecia considera come sua zona esclusiva. “La Turchia è disposta a condividere (le risorse energetiche) fintanto che è equo” ha dichiarato Erdogan nei giorni scorsi, accusando la Grecia di voler evitare il dialogo. Il Paese ellenico, dal canto suo, attraverso le parole del premier Kyriakos Mitsotakis ha fatto sapere che i colloqui con la Turchia, mediati dalla Nato, si potranno avere solamente quando Ankara cesserà le sue “minacce”. Concetto ribadito anche dal ministro degli Esteri greco che ha dichiarato: “La distensione avverrà solo con l’immediato ritiro di tutte le navi turche dalla piattaforma continentale greca”.

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