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Home » Esteri

Elezioni generali in Thailandia: il paese al voto dopo il golpe del 2016

Immagine di copertina
La polizia controlla l'allestimento delle urne. Credit: Madaree TOHLALA/AFP

Il 24 marzo 2019 i cittadini della Thailandia sono chiamati alle urne per la prima volta dal colpo di Stato del 2014.

Il paese è generalmente diviso in due: da una parte le fasce più povere della popolazione, dall’altra gli esponenti della classe media urbana e delle élite che appoggiano l’esercito.

La giunta militare negli ultimi anni ha modificato sia la costituzione che il processo elettorale e molti analisti sostengono che l’esercito riuscirà a mantenere il potere.

Il leader del colpo di Stato e attuale primo ministro Prayuth Chan-ocha dovrebbe quindi vedere riconfermata la sua carica con il sostegno della maggioranza politica.

La nuova legge elettorale 

I cittadini thailandesi votano solo per la Camera bassa del Parlamento composta da 500 deputati. I membri della Camera alta, che sono 250, vengono invece nominati direttamente dai militari. I rappresentanti di entrambe le Camere eleggono poi il primo ministro.

L’opposizione quindi ha bisogno di 376 voti nella Camera bassa per sconfiggere l’attuale premier, dato che i politici nominati dai militari difficilmente volteranno le spalle ai militari. Un’ipotesi che difficilmente potrebbe diventare realtà.

I candidati

Il partito Pheu Thai, fondato dall’ex premier Thaksin estromesso dal potere con un golpe nel 2006, ha scelto Sudarat Keyuraphan come sua candidata. Sia Thaksin che sua sorella sono in un esilio volontario e non possono quindi presentarsi alle elezioni.

La nuova legge elettorale prevede anche un limite ai seggi che un solo partito può ottenere, per cui il Pheu Thai ha cercato di aggirare l’ostacolo dividendosi in più fazioni.

Sul fronte opposto si trovano i sostenitori della giunta militare, rappresentati dall’attuale primo ministro Prayuth Chan-ocha: ex generale, è stato uno dei leader del golpe del 2014, ma da allora si è ritirato dall’esercito indossando gli abiti civili.

Il partito dei Democratici è invece rappresentato da Abhisit Vejjajiva: la forza politica ha già annunciato che non sosterrà l’esponente dei militari ma non sembra intenzionato ad allearsi con Pheu Thai.

Future Forward è invece una nuova formazione che si presenta alle elezioni generali in opposizione ai militati: il suo candidato è Thanathorn Juangroongruangkit.

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