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Election Day, il voto di un malato terminale annullato per una firma giudicata illeggibile

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Thomas Korinko aveva un tumore allo stadio terminale. Il suo ultimo desiderio era quello di votare, ma per una controversia il suo voto non è stato conteggiato

Thomas Korinko aveva 76 anni e da sette mesi gli era stato diagnosticato un cancro al fegato che non gli avrebbe lasciato alcuna speranza di vita. Nonostante il tumore allo stadio terminale, Korinko non ha voluto rinunciare al suo voto e il 25 ottobre scorso ha deciso di esprimere la propria preferenza per il candidato repubblicano, Donald Trump.

Non potendo recarsi in un seggio elettorale a causa delle sue condizioni fisiche deteriorate, l’uomo ha votato via posta. Una volta giunta al seggio elettorale nella Contea di Lake, in Florida, la sua scheda è stata giudicata non valida dal supervisore dell’ufficio a causa di una firma non chiaramente leggibile. 

“Questo non è un broglio elettorale. Si tratta un elettore legittimo. Questa è la sua scheda elettorale e va conteggiata. Ma mi è stato risposto di no”, ha raccontato il figlio di Korinko. 

La firma su ogni scheda elettorale inviata via mail viene poi confrontata con la firma apposta dagli elettori e registrata su un file, al fine di prevenire delle frodi. Ma la famiglia di Thomas non ci sta e contesta questa decisione. 

Una legge della Florida recentemente promulgata richiede una dichiarazione scritta da parte di coloro che decidono di votare per corrispondenza. Una nuova firma accompagnata da un documento d’identità potevano essere inviati nuovamente all’ufficio elettorale entro il lunedì prima dell’inizio delle operazioni di voto. 

L’uomo è morto il 4 novembre. “Sapeva che non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. Ma il suo desiderio di esprimere il suo voto era piuttosto sentito”, ha raccontato il figlio a Fox News.

Jeff Korinko ha contestato la decisione del seggio elettorale e la controversia innescata che non tiene conto la volontà del padre, sostenendo che quest’obbligo di confrontare la firma limita migliaia di voti. 

“Questa è una vera ingiustizia”, ha sottolineato il figlio. “Si ha a che fare con delle persone anziane, molte delle quali non possono camminare, non hanno la capacità di parlare e alcuni nemmeno quella di scrivere”. 

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