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Die Partei, il partito tedesco che vuole ricostruire il muro di Berlino: “Germania Est e Ovest sono ancora divise”

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 9 Nov. 2019 alle 07:23 Aggiornato il 9 Nov. 2019 alle 09:28
Immagine di copertina

Die Partei, il partito tedesco che vuole ricostruire il muro di Berlino

“Die Partei, die hat immer Recht”: erano queste le prime parole dell’inno del Partito socialista tedesco della Ddr, che tradotte letteralmente significano: “Il partito ha sempre ragione”. Martin Sonneborn era il caporedattore della rivista satirica Titanic di Francoforte, quando nel 2004 decide di fondare il suo nuovo partito: “Die Partei”, nome che allude al celebre incipit di uno dei canti più noti della vecchia Germania Est.

“Vogliamo ricostruire di nuovo il muro di Berlino”, questo uno dei loro slogan e punti programmatici. Hanno idee provocatorie, e un programma politico costituito da proposte al limite del possibile. Chiedono un salario massimo per tutti di un milione di euro, dicono di voler prendere il potere e promettono che toglieranno la patente di guida a tutti coloro che negano il cambiamento climatico. Ma tra le righe ogni battuta nasconde una provocazione che tenta di portare alla luce alcuni problemi sociali “tabù” assenti dal dibattito pubblico.

Alle elezioni europee del 2019 il Partito di Sonneborn prende il 2,4 per cento, una cifra che gli permetterà di sedere al parlamento europeo insieme al comico della tv Nico Semsrott.

Che cosa intendete dire quando sostenete di voler ricostruire il muro di Berlino?

È una provocazione. In Germania secondo i sondaggi un 25 per cento della popolazione vorrebbe tornare indietro a quegli anni e questo denota un problema. È importante chiedersi perché. Questo nostro slogan è un modo ironico e divertente per porre la questione al centro della discussione politica. I tedeschi non sentono di essere rappresentati in maniera paritaria nella Germania unificata e noi volevamo in qualche modo provare a dare voce a questa critica con una battuta.

Perché crede che ci sia questa nostalgia?

Nessuno vuole davvero tornare come prima ma è importante analizzare quello che è successo. La Germania Ovest ha inglobato la Germania Est, distruggendo tutto quello che c’era prima. Ha preso le sue industrie e i suoi lavoratori. Ha sostituito il suo sistema educativo e sanitario. Uno Stato di colpo è stato inglobato nel sistema occidentale e questo processo non è avvenuto in maniera armonica. Su questo in Germania non c’è mai stata una seria critica.

Che cos’è “Die Partei”? Chi sono i vostri elettori?

Siamo la forza politica per cui vota chi non sa cosa votare. Siamo nati per questo. La socialdemocrazia non esiste più e l’Spd è morto. I Verdi cambiano bandiera. La Linke è bloccata da una divisione interna. I liberali hanno sposato il neo-liberalismo radicale. Non c’è una politica che rispecchia quello di cui la gente ha bisogno. E quindi abbiamo deciso di fare un partito nuovo. Per noi votano i giovani e le persone intelligenti che hanno il senso dell’umorismo.

Quali sono le vostre proposte?

Siamo critici rispetto al sistema capitalistico e pensiamo che non possa più andare avanti così. Siamo favorevoli a un sistema sociale più equo: gli altri prtiti chiedono un reddito minimo, noi invece vogliamo un reddito massimo di un milione di euro. In Europa e nel mondo c’è molto denaro ma è diviso in maniera iniqua. Ci sono milioni di persone in condizioni di povertà in Europa, questo è un tema di cui discutere ed è un problema che deve essere risolto.

L’ultimo frammento della Germania Est è un’isola al largo della costa di Cuba