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Home » Esteri

Amnesty denuncia che centinaia di civili sono stati uccisi dai raid aerei a Mosul

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In un bombardamento della coalizione a guida statunitense sarebbero stati uccisi oltre 150 persone nella parte occidentale della città, ma il premier iracheno nega

“Centinaia” di civili sono stati uccisi nei raid aerei iracheni e della coalizione anti-Isis a guida statunitense su Mosul negli ultimi mesi. A denunciarlo è Amnesty International martedì 28 marzo 2017.

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L’organizzazione afferma che in un solo bombardamento sono state ucciso “fino a 150 persone” nel quartiere di al-Jadida, nell’ovest della città.

Secondo le Nazioni Unite dall’inizio dell’offensiva a Mosul ovest, a metà febbraio, sono stati uccisi 307 civili e altri 273 sono rimasti feriti.

L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad al-Hussein, ha chiesto alle forze irachene, martedì 28 marzo, di “evitare di cadere nella trappola” del sedicente Stato Islamico, che impiega i civili come scudi e si chiude nelle loro case per scappare dai soldati della coalizione. 

Le autorità irachene e americane hanno aperto un’inchiesta sugli ultimi episodi, ma il primo ministro di Baghdad Haidar al-Abadi ha affermato che si tratta di “disinformazione”.

Gli ispettori statunitensi sono arrivati martedì 28 marzo a Mosul per ulteriori indagini su quanto avvenuto e sull’uccisione dei civili iracheni durante i raid aerei della coalizione. 

La maggior parte delle morti sono state provocate dai bombardamenti sulla parte occidentale di Mosul, la più popolosa. Le forze governative irachene hanno fatto partire un’offensiva per strappare la città al sedicente Stato Islamico il 19 febbraio 2017.

“I raid della coalizione a guida statunitense hanno distrutto case con all’interno intere famiglie e l’alto numero delle vittime civili suggerisce che le forze della coalizione hanno mancato di prendere adeguate precauzioni per prevenire le morti dei civili, in violazione della legge umanitaria internazionale”, ha affermato Donatella Rovera, consigliera per la risposta alle crisi di Amnesty International che ha condotto l’inchiesta sul campo.

Il 23 marzo la televisione curdo-irachena Rudaw aveva dato notizia di un bombardamento nel quale almeno 200 persone sono state uccise nella zona ovest di Mosul nel quartiere di al-Jadida. In riferimento a questa notizia, il premier iracheno Abadi ha affermato che i risultati preliminari di un’inchiesta aperta dal governo di Baghdad “differiscono da quanto è stato finora diffuso”. Abadi ha denunciato quelli che ha definito “i tentativi di disinformazione”. 

Il 25 marzo gli Stati Uniti hanno detto di aver avviato delle indagini sul raid aereo che avrebbe ucciso centinaia di civili a Mosul ovest. 

Gli Stati Uniti hanno annunciato lunedì 27 marzo che circa 240 soldati verranno inviati in Iraq per supportare le operazioni per la riconquista di Mosul ovest dallo Stato Islamico.

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