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Cosa succede se Trump si rifiuta fisicamente di lasciare la Casa Bianca dopo il giuramento di Biden?

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Cosa succede se Trump si rifiuta di lasciare la Casa Bianca?

Ora che Joe Biden ha ufficialmente incassato il voto dei grandi elettori manca pochissimo al suo insediamento alla Casa Bianca, previsto per il 20 gennaio 2021. Sulle pagine social del neo eletto presidente e della sua vice, Kamala Harris, è partito il conto alla rovescia, ma intanto si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui Donald Trump non sarebbe intenzionato a lasciargli campo libero a mezzogiorno del 20 gennaio, termine ufficiale di scadenza del suo mandato.

Il Tycoon potrebbe rifiutarsi di lasciare fisicamente la residenza presidenziale di Pennsylvania Avenue abitata per quattro anni, nell’ennesimo tentativo di negare il risultato delle elezioni e affermare la sua versione dei fatti: e cioè che lo spoglio dei voti sia stato “truccato” e il risultato “rubato”, come ha provato a dimostrare attraverso i vari ricorsi presentati alle corti statali e alla Corte Suprema, puntualmente respinti.

Trump e la corte dei fedelissimi

Eppure Trump non si sarebbe ancora arreso, e potrebbe non arrendersi. Secondo fonti vicine al governo, negli ultimi giorni il presidente uscente avrebbe riunito attorno a sé un gruppo di fedelissimi outsider per essere supportato e consigliato sulle ultime mosse da sferrare prima della fatidica data dell’Inauguration Day.

Tra questi l’avvocata cospirazionista Sidney Powell e l’ex consigliere della sicurezza nazionale Michael Flynn, il quale ha invocato l’intervento della corte marziale e dell’esercito negli Stati contestati perché si svolgano nuove elezioni. Secondo le indiscrezioni, del gruppo degli advisor farebbe parte anche Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca di recente accusato di frode, il quale ha detto che il presidente uscente deve nominare immediatamente un Super procuratore per fare luce sulle “elezioni truffa”.

Cosa succede se Trump si rifiuta di lasciare fisicamente la Casa Bianca?

Ma l’ultimo disperato tentativo di Trump di rifiutare l’esito del voto e auto proclamarsi legittimo presidente degli Stati Uniti potrebbe essere appunto quello di barricarsi fisicamente dentro la Casa Bianca dopo che Biden e Harris avranno giurato in Campidoglio, mentre tra le strade di Washington potrebbe essere in corso una “contro inaugurazione” allestita dai suoi seguaci.

Anche su Facebook, in queste ore, circolano almeno due eventi virtuali “alternativi”, e cioè “la cerimonia di inaugurazione del secondo mandato di Donald Trump”, in programma per il 20 gennaio. Ma cosa succederebbe a quel punto, se Trump si rifiutasse fisicamente di lasciare la Casa Bianca? In quel caso sarebbero i Servizi Segreti a dover intervenire per rimuovere il presidente uscente dall’Executive Residence affinché Biden e la sua famiglia siano liberi di installarsi.

L’intervento dei Servizi Segreti

“Come abbiamo detto dall’inizio, sono gli elettori americani a decidere il risultato delle elezioni. E il governo degli Stati Uniti ha la piena facoltà di rimuovere i trasgressori fuori dalla Casa Bianca”, ha ricordato lo staff di Joe Biden in un discorso pronunciato a novembre. Se Trump si rifiutasse di lasciare la Casa Bianca dopo il giuramento di Biden e Harris, sarebbe preso come un matto qualunque che cerca di invadere abusivamente la residenza del presidente, e in quanto tale sarebbe rimosso dai Servizi.

Un caso simile non si è mai verificato nella storia degli Stati Uniti, quindi non ci sono precedenti che fughino ogni dubbio sulla strategia da mettere in campo di fronte a un tale scenario, ma il 20esimo emendamento della costituzione statunitense prevede chiaramente che il mandato di ogni presidente scada a mezzogiorno del 20 gennaio successivo alle elezioni. Dopo il giuramento, Biden sarà a tutti gli effetti il presidente degli Stati Uniti, e avrà tutta l’autorità di chiedere l’intervento dei Servizi Segreti per mandare via Trump.

Il consigliere di Trump: “Andare all’inaugurazione sarebbe ipocrita”

Intanto, uno dei consiglieri di Trump ha confessato a Politico che la presenza del presidente uscente al giuramento di Biden suonerebbe ipocrita dopo la propaganda così aspra sui presunti brogli elettorali portata avanti dal tycoon. Il quale preferirebbe essere “sincero”. “Gli Obama e i Clinton hanno partecipato all’inaugurazione e poi hanno trascorso gli anni successivi a insultare Donald Trump”, ha ricordato la fonte parlando in forma anonima. “Cosa significa partecipare all’inaugurazione? Forse Trump sarà più onesto di altre persone nel non presentarsi”.

Eppure assistere all’incontro tra i due presidenti avrebbe un estremo valore simbolico per il Paese in un momento così difficile e caratterizzato da scontri e divisioni. Osservare le regole di una delle tradizioni più radicate nella storia degli Stati Uniti restituirebbe ai cittadini un po’ di fiducia nella democrazia in bilico.

Leggi anche: 1. Trump cede, inizia la transizione con Biden: “Ma andiamo avanti con le cause legali” 2. L’ex consigliere per la sicurezza di Trump: “Mandiamo esercito negli Stati contestati per far rivotare” 3. I numeri in Congresso e l’America che non gli crede: la vera sfida di Biden inizia adesso 4. Usa, Biden diventa ufficialmente presidente: “Ora voltiamo pagina”

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