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Usa, schiaffo della Corte suprema a Trump sui Dreamers: salva la legge che tutela i giovani stranieri

Stop al tentativo di cancellare il programma varato da Obama

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 18 Giu. 2020 alle 17:52 Aggiornato il 18 Giu. 2020 alle 17:59
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Immagine di copertina

La Corte Suprema degli Stati Uniti oggi, giovedì 18 giugno, ha respinto gli sforzi del presidente Donald Trump per porre fine al programma Daca, voluto da Obama nel 2012 che, pur non fornendo la cittadinanza, tutela legalmente 700mila giovani immigrati, i cosiddetti ‘Dreamers’, entrati negli Stati Uniti da soli, senza genitori. Un duro colpo per il presidente nel pieno della sua campagna elettorale.

La decisione, presa a maggioranza di cinque voti contro 4, è stata incredibilmente appoggiata anche dal presidente repubblicano della Corte John Roberts, che si è unito con i giudici di nomina liberale. Esattamente come accaduto alcuni giorni fa come con la decisione sulla protezione dei lavoratori Lgbtq.

Nella decisione assunta oggi si legge che la fine del programma Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca) sarebbe “arbitraria e e pretestuosa”. I giudici hanno respinto le argomentazioni dell’amministrazione secondo cui il programma Daca di 8 anni è illegale e che i tribunali non hanno alcun ruolo da svolgere nella revisione della decisione di porre fine al programma. Il giudice supremo John Roberts, insieme ai suoi quattro colleghi liberali, ha scritto per la Corte che l’amministrazione non ha perseguito correttamente la fine del programma. “Non decidiamo se Daca o la sua risoluzione siano politiche valide – ha scritto Roberts – valutiamo solo se l’agenzia ha ottemperato al requisito procedurale di fornire una spiegazione motivata per la sua azione”.

Fin dal 2017 Donald Trump ha istruito la sua amministrazione per tentare di porre fine a tale programma.  Dunque, quello di oggi è un nuovo schiaffo al tycoon, stavolta sul tema immigrazione.

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