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Coronavirus, gli scienziati del Los Alamos Laboratory hanno individuato un ceppo più contagioso

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 6 Mag. 2020 alle 08:32 Aggiornato il 6 Mag. 2020 alle 08:40
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“Secondo ceppo di Coronavirus più contagioso”: lo studio

Gli scienziati del Los Alamos National Laboratory (Nuovo Messico, Usa), uno dei più vasti istituti multidisciplinari del mondo che si occupa principalmente di fisica, chimica, ingegneria, biologia e di sviluppo di armamenti nucleari, hanno individuato un nuovo ceppo di Coronavirus, che è diventato predominante nel mondo e sembra essere più contagioso di quelli che si sono diffusi all’inizio della pandemia. Lo studio di 33 pagine è preliminare ed è stato rilanciato dal Los Angeles Times dopo la pubblicazione la settimana scorsa su BioRxiv, un sito utilizzato dai ricercatori per condividere il lavoro prima che venga sottoposto a revisione paritaria: significa che deve ancora essere validato in via definitiva dalla comunità scientifica. Ma, secondo l’analisi, il ceppo mutato di Coronavirus è apparso a febbraio in Europa, è emigrato verso la costa orientale degli Stati Uniti ed è dominante in tutto il mondo da metà marzo.

Gli scienziati americani hanno lanciato l’allarme perché oltre a diffondersi più velocemente, questo secondo ceppo potrebbe rendere le persone vulnerabili a un secondo contagio dopo un primo attacco del virus. Il rapporto si è basato su un’analisi computazionale di oltre 6mila sequenze di Coronavirus da tutto il mondo, raccolte dalla Global Initiative for Sharing All Influenza Data, un’organizzazione pubblico-privata tedesca. Il gruppo di ricerca del Nuovo Messico ha individuato 14 mutazioni del virus. Lo studio non riferisce se il nuovo ceppo è più letale di quello originario, anche se i pazienti sembrano avere cariche virali più alte. Ma un’analisi su 447 contagiati da parte della University of Sheffield, che collabora con il laboratorio di Los Alamos insieme alla Duke University, ha mostrato che il tasso di ricovero in ospedale è lo stesso.

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