Coronavirus, l’Europa si blinda: lo spazio Schengen chiude le frontiere esterne per la prima volta

L’annuncio è arrivato durante il messaggio alla nazione con cui il presidente francese Macron ha presentato nuove misure anche per la Francia

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 17 Mar. 2020 alle 10:01 Aggiornato il 17 Mar. 2020 alle 10:03
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Immagine di copertina
Controlli alle frontiere Credits: Ansa

Coronavirus Schengen chiude le frontiere esterne

Da oggi, martedì 17 marzo, a mezzogiorno lo spazio di Schengen, l’area di libero movimento europeo, chiude le sue frontiere esterne. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron. L’accesso all’area di libera circolazione rimane quindi interdetto ai cittadini provenienti da nazioni esterne, ed è la prima volta che succede. Alla fine non sono stati i flussi migratori a far chiudere Schengen, ma il Coronavirus.

“Per proteggerci e contenere la diffusione del virus, ma anche preservare i nostri sistemi sanitari, abbiamo preso, fra Europei, una decisione comune – ha detto Macron rivolto ai francesi – Da domani a mezzogiorno, le frontiere di ingresso dell’Unione europea e dello spazio Schengen saranno chiuse. Tutti i viaggi fra paesi extra europei e Unione europea saranno sospesi. Le francesi e i francesi che si trovano attualmente all’estero e vogliono rientrare, potranno però certamente raggiungere il loro paese”.

Coronavirus Schengen, le linee guida di Bruxelles

La richiesta di vietare l’ingresso dai paesi extra-Schengen sarebbe stata avanzata nel fine settimana da diversi Stati membri dell’Ue. La questione è stata discussa già durante la teleconferenza dei ministri dell’Interno e della Sanità dei 27. “Ci coordiniamo sulle misure adottare alle frontiere esterne di Schengen”, aveva detto il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner.

Nelle linee guida presentate oggi sui controlli alle frontiere, la Commissione ha ricordato che gli Stati membri hanno la possibilità di rifiutare l’ingresso a cittadini di paesi terzi non residenti se presentano sintomi rilevanti o sono stati particolarmente esposti al rischio di infezione al Covid-19.

L’Ue la scorsa settimana aveva durante criticato la decisione del presidente americano, Donald Trump, di vietare gli ingressi negli Usa da gran parte dei paesi europei. Secondo diverse fonti, il divieto di ingresso dai paesi non-Schengen nell’Ue sarebbe motivato più da ragioni politiche che di carattere sanitario.

L’area Schengen include alcuni paesi non-Ue (Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda), mentre sono esclusi alcuni Stati membri dell’Ue (Irlanda, Romania, Bulgaria e Croazia). Questi ultimi sarebbero invitati a adottare il divieto di ingresso.

La libera circolazione delle merci dovrà essere garantita

Gli Stati membri devono garantire la libera circolazione dei “prodotti essenziali come le forniture di alimenti, i medicinali e i materiali protettivi”, ha detto la Commissione europea nelle sue linee guida sui controlli alle frontiere nell’ambito della crisi del Coronavirus. “La libera circolazione delle merci è cruciale per garantire la disponibilità dei prodotti”, ha spiegato la Commissione.

“Questo è particolarmente cruciale per i prodotti essenziali, come le forniture di alimenti incluso il bestiame, il materiale e le forniture mediche vitali e protettive”, ha detto la Commissione.

Sì ai controlli interni ma serve un coordinamento

Gli Stati membri possono reintrodurre controlli interni alle frontiere per ragioni di salute pubblica, ma dovrebbero coordinarsi tra loro. Inoltre, tutti i controlli alle frontiere devono essere applicati in modo proporzionato e tenendo presente la salute delle persone. Una delle raccomandazione della Commissione è di organizzare i controlli alle frontiere in modo da evitare ampi assembramenti come delle “code”, che rischiano di aumentare la diffusione del virus.

Gli Stati membri devono ammettere sul loro territorio i loro cittadini e i residenti e facilitare il transito di altri cittadini Ue per tornare a casa. Tuttavia possono adottare misure come imporre un periodo di quarantena individuale, a condizione che facciano lo stesso per i propri cittadini. Quanto alla frontiera esterna dell’Ue (non solo terrestre, ma anche gli aeroporti), gli Stati membri hanno la possibilità di rifiutare l’ingresso a cittadini di paesi terzi non residenti se presentano sintomi rilevanti o sono stati particolarmente esposti al rischio di infezione al Covid-19.

Macron: “Siamo in guerra”

Anche i francesi da stanotte non potranno più uscire di casa se non per gli spostamenti necessari, ha annunciato Macron. “Da mezzogiorno e per almeno 15 giorni i nostri spostamenti saranno fortemente ridotti. Assembramenti e riunioni familiari e amici non saranno più permessi. Ovunque nel territorio francese, bisogna ridurre i contatti. Uscire esclusivamente per fare la spesa. No a viaggi lunghi. Attività fisica all’aria aperta da soli e a distanza”, ha detto il presidente francese. “Siamo in guerra” ha ripetuto Macron diverse volte.

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