Coronavirus, 84enne contagiato nel Regno Unito 2 settimane prima che la Cina avvertisse l’Oms: “È la prova che Pechino ha mentito”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 10 Set. 2020 alle 14:25
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Coronavirus: 84enne contagiato prima che la Cina avvertisse l’Oms

Un 84enne, morto a causa del Coronavirus a gennaio, ha contratto il virus a dicembre, almeno due settimane prima che la Cina avvertisse l’Oms dell’inizio dell’epidemia. A rivelarlo sono gli esami autoptici e il tampone post-mortem effettuati su Peter Attwood, anziano paziente britannico, la cui morte è stata archiviata come “infezione da Covid-19 e broncopolmonite”. La vicenda, riportata da alcuni media del Regno Unito, dimostrerebbe, dunque, che la Cina era già a conoscenza dell’esistenza del Covid-19 ben prima che avvertisse l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo quanto ricostruito, l’84enne è morto il 30 gennaio scorso dopo aver accusato febbre e tosse prima di Natale.

Inizialmente la morte dell’uomo è stata contrassegnata come “insufficienza cardiaca e polmonite”, ma ulteriori test eseguiti dopo il suo decesso ha rivelato che il Coronavirus era presente nel suo tessuto polmonare, rendendo la morte dell’uomo come la prima registrata in assoluto nel Regno Unito a causa del Covid-19. Secondo quanto ricostruito dai suoi famigliari, Attwood, che non aveva viaggiato di recente all’estero, avrebbe accusato i primi sintomi il 15 dicembre, due settimane prima che la Cina comunicasse ufficialmente all’Oms l’inizio dell’epidemia di Coronavirus.

Secondo la figlia dell’uomo questo dimostrerebbe che il virus era presente nel Regno Unito già da tempo e che, quindi, la Cina non poteva non essere a conoscenza della circolazione del Covid-19 già dai primi di dicembre. “Abbiamo bisogno di sapere. So che non cambierà le cose ora, ma penso che le famiglie debbano sapere la verità sulla morte dei loro parenti e dei loro cari” ha dichiarato la figlia dell’84enne, mentre Iain Duncan Smith, ex leader dei Tory, ha commentato la vicenda con le seguenti parole: “Questo dimostra che in Cina c’è stata una copertura fin dall’inizio. Ora è necessaria un’indagine completa sia sul ruolo di Pechino che sulle capacità di trasmissione del virus da uomo a uomo”.

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