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Home » Esteri

Il conduttore della Cnn che ha mangiato cervello umano con una tribù di cannibali

Immagine di copertina

Reza Aslan sta affrontando diverse polemiche dopo aver mangiato un cervello umano durante la prima puntata del suo nuovo programma

Un conduttore televisivo statunitense, Reza Aslan, sta affrontando diverse polemiche da parte di spettatori e commentatori dopo aver mangiato un cervello umano durante la prima puntata del suo nuovo programma, andato in onda sulla Cnn domenica 5 marzo.

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Nel primo episodio della serie Believer, in cui Aslan viaggia per il mondo alla scoperta dei tanti culti religiosi del pianeta, compresi i più sconosciuti, il conduttore ha incontrato in India la setta degli Aghor, che tra le altre convinzioni religiose praticano il cannibalismo.

Visitando una tribù nomade di Aghor nello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh, Aslan, un po’ come nel film Indiana Jones e il tempio maledetto, ha bevuto alcol da un teschio umano, e ha poi mangiato un pezzo di cervello umano cotto in compagnia dei suoi commensali. 

“Volete sapere di cosa sa il cervello di un tizio morto? Carbone. Era completamente bruciato!”, ha scritto Aslan in seguito su Facebook.

Questo il video del segmento di programma incriminato:

Diverse persone in rete hanno attaccato il programma, tacciandolo di razzismo nei confronti dell’induismo in generale.

“Con tante notizie di crimini d’odio contro persone di origine indiana in tutti gli Stati Uniti, il programma caratterizza l’induismo come vicino al cannibalismo, il che è un modo bizzarro di approcciare la terza religione più diffusa al mondo”, ha commentato un gruppo di pressione di politici di origine indiana negli Stati Uniti.

Aslan, che è autore di tre libri sulla religione, e insegna scrittura creativa alla University of California, ha risposto alle polemiche con un lungo post su Facebook. “Come ho più volte dichiarato durante il programma, gli Aghor non sono rappresentativi dell’induismo, ma sono invece una setta indù”, ha spiegato Reza. “Ho anche avuto numerosi incontri con i rappresentanti della Fondazione Indù-americana, che ha invitato i suoi membri a guardare il programma prima di esprimere un giudizio, e in effetti ho ricevuto una mail di diversi indiano-americani che hanno cambiato idea dopo averlo visto”.

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