Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:27
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Quali sono le condizioni dell’accordo volute dal Regno Unito per rimanere in Europa

Immagine di copertina

Il premier britannico David Cameron discuterà il piano con i 28 membri Ue al Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio. Intanto ecco cosa ha chiesto

Tra il 18 e il 19 febbraio 2016 si svolge a Bruxelles il Consiglio europeo in cui i 28 membri devono discutere, tra le altre cose, la rinegoziazione dell’adesione del Regno Unito all’Unione europea.

Se il premier britannico David Cameron riuscirà a far approvare il proprio pacchetto di riforme, sarà più semplice convincere i cittadini britannici – che potrebbero votare il referendum sull’adesione all’Unione già in giugno – che rimanere nell’Unione europea è per il Regno Unito più conveniente che abbandonarla

Il Regno Unito è uno degli stati membri dell’Ue a non utilizzare l’euro e a non essere vincolato ad adottarlo. Cameron ha perciò chiesto all’Ue garanzie per il settore finanziario di Londra, per far sì che non sia leso da decisioni prese dall’eurozona.

Ecco le parti principali dell’accordo proposto da Cameron: 

– consentire al Regno Unito chiamarsi fuori dall’ambizione dell’Ue di forgiare un’unione sempre più stretta;

– dotare i parlamenti nazionali di maggiori poteri per bloccare la legislazione europea;

– restrizioni per la durata di quattro anni sui sussidi concessi ai cittadini dell’Ue non britannici che vivono sul territorio del Regno Unito;

– cambiare le regole degli assegni familiari per i lavoratori i cui figli vivono in un paese più povero, così che la quota elargita possa armonizzarsi con il costo della vita del paese di destinazione;

– il riconoscimento esplicito del fatto che l’euro non è l’unica moneta dell’Unione europea e la garanzia che i paesi fuori dall’eurozona non vengano svantaggiati o che non debbano partecipare ai salvataggi dei paesi che adottano l’euro;

– la riduzione del “peso” di una regolamentazione considerata eccessiva e l’estensione del mercato unico;

– il potenziamento della competitività europea e la promozione degli accordi di libero scambio.

Garantire che le riforme siano giuridicamente vincolanti e rappresentino un cambiamento duraturo nei trattati Ue è diventato un punto cruciale per la credibilità interna di Cameron. 

La maggior parte dei leader europei a Bruxelles si sono detti fiduciosi e speranzosi che il Regno Unito rimanga nell’Unione europea. 

“Abbiamo un lavoro importante da fare oggi e domani, e sarà complicato. Mi batterò per il Regno Unito. Se saremo in grado di fare un buon accordo, allora lo sottoscriverò. Ma non farò un accordo che non ci garantisca quello di cui abbiamo bisogno”, ha dichiarato Cameron all’inizio del vertice.  

“Con la buona volontà, con il duro lavoro potremo ottenere un accordo favorevole al Regno Unito”, ha continuato. 

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è detto “molto fiducioso” che i leader europei riusciranno a raggiungere un accordo con il Regno Unito entro la fine del Consiglio europeo.

“Sono sicuro che il Regno Unito sarà un membro costruttivo e attivo dell’Unione europea”, ha continuato Juncker. 

Anche il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, si è detto ottimista sul fatto che si riuscirà a trovare un compromesso. 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran, il regime smentisce Donald Trump: “Non abbiamo sospeso 800 esecuzioni”
Esteri / Le Americhe di Trump: dopo il Venezuela, toccherà a Cuba?
Esteri / Chi ha liberato Alberto Trentini
Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran, il regime smentisce Donald Trump: “Non abbiamo sospeso 800 esecuzioni”
Esteri / Le Americhe di Trump: dopo il Venezuela, toccherà a Cuba?
Esteri / Chi ha liberato Alberto Trentini
Esteri / Il regime venezuelano di Donald: cosa vuole fare Trump col petrolio di Caracas
Esteri / L’ultima partita dell’Ayatollah: così le proteste in Iran possono cambiare il Medio Oriente
Esteri / L’isola del tesoro nel mirino di Trump: ecco perché la Groenlandia è così importante per gli Usa
Esteri / Lo storico Ilan Pappé a TPI: “Il destino di Israele è segnato”
Esteri / Il mondo è in fiamme: siamo entrati in un nuovo ordine globale
Esteri / Esclusivo TPI: “Questa in Iran non è più una protesta ma una rivoluzione”
Esteri / Propaganda digitale: l’ombra di Israele dietro le proteste in Iran