Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 04:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La Cina arresta 15mila persone per crimini informatici

Immagine di copertina

Dopo aver analizzato 66mila siti web, le autorità cinesi hanno arrestato migliaia di persone, per crimini come attacchi hacker e frodi online

In Cina la polizia ha arrestato 15mila persone accusate di aver commesso crimini informatici, tra cui hacking, frodi online e vendita illegale di dati personali. 

A luglio il governo ha lanciato un programma di sei mesi per monitorare gli utenti e i siti web attivi nel Paese, con lo scopo di “pulire la rete”. Il presidente Xi Jinping, salito al potere nel 2013, ha rafforzato i controlli sul web, imponendo regole che secondo gli oppositori sono fortemente repressive e limitano la libertà di espressione.

Il Ministero di pubblica sicurezza ha analizzato più di 66mila siti web, investigando 7.400 presunti casi di crimine sul web. Gli arresti, secondo quanto riporta Al Jazeera, sono stati probabilmente effettuati negli ultimi mesi, ma il governo non ha fornito dettagli sui singoli casi.

Secondo quanto riferisce il ministero cinese, i sospetti hanno condotto attacchi hacker nei siti web di aziende, banche e agenzie governative. Si parla anche di frode online, vendita illegale di dati personali, pornografia, gioco d’azzardo e contrabbando di armi ed esplosivi.

Da anni il governo cinese applica uno stretto sistema di sorveglianza del web, chiamato Great Firewall, con cui cerca di limitare il dissenso e censurare le critiche nei confronti del Partito comunista al potere. Una legge sulla sicurezza informatica cinese, ad esempio, impone agli utenti di registrarsi nei siti utilizzando sempre i loro nomi reali. 

Xiao Qiang, professore alla UC Berkely School of Information in California, ha detto ad Al Jazeera di non avere mai visto una tale intolleranza contro i crimini online in Cina. Qiang ha inoltre detto che tra gli arrestati potrebbero esserci anche degli attivisti che lottavano per la libertà di espressione.

Negli ultimi mesi, oltre 200 avvocati, blogger e attivisti cinesi sono stati arrestati per la loro opposizione al regime. Secondo l’ong Amnesty International si è trattato di un’ondata repressiva senza precedenti. 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS e Certares: partnership per lo sviluppo dell’alta velocità internazionale
Esteri / Reportage TPI – Il prezzo del sangue: così i tagli di Trump mettono a rischio la lotta all’HIV in Uganda
Esteri / Make Antitrust Great Again? Tutte le crepe nel movimento trumpiano tra lobbisti e falchi dei monopoli
Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS e Certares: partnership per lo sviluppo dell’alta velocità internazionale
Esteri / Reportage TPI – Il prezzo del sangue: così i tagli di Trump mettono a rischio la lotta all’HIV in Uganda
Esteri / Make Antitrust Great Again? Tutte le crepe nel movimento trumpiano tra lobbisti e falchi dei monopoli
Esteri / L’età della grande paralisi globale: ecco perché nessuno può sfidare il duopolio di Usa e Cina
Esteri / Oms: “Oltre 1.000 persone sono morte a Gaza in attesa di un’evacuazione medica dal luglio 2024”
Esteri / L’indiscrezione: “Grecia, Israele e Cipro valutano una forza militare congiunta nel Mediterraneo”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Piogge torrenziali, raid aerei e aiuti in ritardo: la tregua con Israele regge ma a Gaza si continua a morire
Esteri / Il discorso di Trump agli Usa: “Ho ereditato un disastro ma ora l’America è tornata”
Esteri / Iran, condannato a morte per “corruzione sulla Terra”: ora il pugile Mohammad Javad Vafaei Sani rischia l’esecuzione