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La Cina è la nazione con più caschi blu

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Con 2.600 uomini sugli 88mila in forze all'Onu, Pechino vuole aumentare la propria influenza e spera di avere voce in capitolo nella risoluzione del conflitto siriano

La Cina vuole aumentare il suo ruolo nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite. Con 2.600 caschi blu su un totale di 88mila, Pechino adesso è la nazione che contribuisce con il maggior numero di soldati ai contingenti di sicurezza dell’Onu.

E il contributo militare dovrebbe crescere fino a 8mila nel prossimo futuro. Secondo Foreign Policy Pechino si sarebbe candidata a guidare il dipartimento delle Nazioni Unite per le operazioni di peacekeeping, un ruolo dominato dalla Francia per molti anni.

L’obiettivo di Pechino è di aumentare il peso specifico all’interno delle Nazioni Unite, dove spesso gli incarichi nei posti chiave sono occupati dalle potenze occidentali, e avere più voce in capitolo nella risoluzione del conflitto siriano, dove finora la Cina è rimasta ai margini.

Pechino inoltre vorrebbe avere una presenza maggiore in Africa, dove già da alcuni anni sta espandendo la propria influenza economica e nel Medio Oriente perché è preoccupata dell’instabilità che minaccia i suoi approvvigionamenti di petrolio.

Infine, partecipare alle missioni di pace sarebbe un’opportunità per migliorare l’immagine internazionale, visto che gli Stati Uniti sembrano riluttanti a mantenere il loro ruolo di primo piano nei contesti internazionali.

Da alcuni anni la Cina ha pesantemente investito nella sicurezza e nella tecnologia militare, ma gli aerei e le moderne navi da combattimento non sono state ancora realmente impiegate al di là delle esercitazioni.

Pechino ha inviato le prime truppe per un’operazione di peacekeeping nel 2013 in Mali e l’anno scorso ha perso due soldati impiegati per difendere i giacimenti petroliferi del Sud Sudan. Tuttavia un rapporto delle Nazioni Unite aveva accusato le truppe cinesi di essere indisciplinate e disorganizzate.

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