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La cellula terrorista spagnola possedeva 120 bombole di gas

Le bombole sono state trovate in una casa ad Alcanar, dove si pensa che i terroristi stessero pianificando i loro attacchi

Di Laura Melissari
Pubblicato il 20 Ago. 2017 alle 15:17 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:03
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Immagine di copertina

La cellula terroristica che ha effettuato i due attacchi dello scorso 17 agosto in Catalogna possedeva 120 bombole di gas. A confermarlo è la polizia spagnola.

Le bombole sono state trovate in una casa ad Alcanar, dove si pensa che i terroristi stessero pianificando i loro attacchi e che è esplosa prima che i terroristi potessero mettere in atto i loro piani.

A dare la notizia è stato il capo della polizia catalana, Josep Lluis Trapero, il quale ritiene che siano 12 i componenti della cellula e che abbiano lavorato all’attacco per almeno sei mesi.

“Non siamo in grado di dire cosa ha causato la radicalizzazione di queste persone”, ha aggiunto Trapero, dicendo che il sospettato conducente del furgone che ha investito decine di persone sulla Rambla potrebbe aver attraversato il confine francese, anche se non ci sono “informazioni specifiche su questo”. Si tratterebbe di un 22enne marocchino, Younes Aboyaaqoub, invitato dalla stessa madre a costituirsi. Il fratello minore, Houssaine Aboyaaqoub, è invece morto, ucciso dalla polizia a Cambrils.

Secondo la polizia, il piano originario era quello di inserire il materiale esplosivo all’interno dei furgoni.

La polizia sta ancora cercando Youssef Aallaa e l’imam Abdel Baki Essati, in attesa di capirne di più sui membri della cellula deceduti nell’esplosione di Alcanar.

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