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Home » Esteri

La Camera dei deputati filippina ha approvato una legge per reintrodurre la pena di morte

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Il provvedimento dovrà ora essere votato dal Senato e riguarda soprattutto i trafficanti di droga

La camera dei deputati filippina ha approvato martedì 7 marzo 2017 una legge che mira a reintrodurre la pena di morte, prevedendola per i criminali incalliti e i trafficanti di droga. Il provvedimento deve ora essere votato anche dal Senato.

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L’approvazione della misura chiesta dalla maggioranza che sostiene il presidente Rodrigo Duterte è stata definita da Amnesty International un pericoloso passo indietro e una clamorosa violazione degli obblighi internazionali delle Filippine.

“L’idea che la pena di morte libererà il paese dalla droga è semplicemente errata. Si tratta solamente di una punizione inumana e inefficace che non è mai la soluzione”, ha dichiarato Champa Patel, direttrice per l’Asia sud-orientale e il Pacifico di Amnesty.

Il tentativo di reintrodurla, secondo Patel, è “chiaramente illegale” e “violerà il diritto internazionale, privando le persone della loro vita e prendendo sproporzionatamente di mira i poveri”, ha aggiunto facendo riferimento ai presunti reati di droga che porterebbero alla pena capitale. 

La misura è stata approvata in prima lettura con 216 voti favorevoli e 54 contrari.

Le Filippine erano state il primo paese asiatico ad abolire la pena di morte nel 1987, per poi reintrodurla nel 1993 per reati come l’omicidio o lo stupro e il rapimento di bambini. La pena capitale era stata nuovamente abolita nel 2006.

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