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Cambridge Analytica, Facebook raccoglieva anche i dati di chiamate e sms

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Facebook ha raccolto anche i dati di chiamate e sms.

Molti utenti, che in seguito allo scandalo Cambridge Analytica hanno cancellato i loro profili Facebook, si stanno rendendo conto che il social network aveva accesso a molti più dati di quanto pensassero

Moltissimi utenti Facebook, che hanno deciso di cancellare i loro account dopo lo scandalo Cambridge Analytica, si stanno rendendo conto che il social network aveva accesso a molti più dati di quanto pensassero, compresi molti dei loro dati personali tra cui chiamate e sms.

Nello specifico, diverse persone iscritte a Facebook hanno scoperto che i loro contatti telefonici, i calendari e altre informazioni sensibili sono stati raccolti per anni da Facebook, indipendentemente dal fatto che il loro profilo fosse attivo o disattivo, violando la privacy dei dati sensibili di milioni di cittadini.

Tra l’altro qui abbiamo spiegato che esiste un modo per scaricare tutto ciò che Facebook sa di te.

Uno dei temi che sta facendo più discutere in questi giorni in seguito al caso Cambridge Analytica è proprio il fatto che, anche quando pensiamo di esserci cancellati da Facebook, in realtà abbiamo solo disattivato il nostro account per un periodo di tempo limitato.

Facebook rende la trafila deliberatamente complessa: anziché cancellare il nostro profilo, ci spinge a disattivarlo.

In questo modo, i nostri dati personali rimangono sul server del social network a discrezione di chi ne è in possesso, come ha dimostrato il caso Cambridge Analytica.

E non sono bastate le scuse del fondatore Mark Zuckerberg: Sulla scia dello scandalo Cambridge Analytica, di recente ha infatti preso piede in tutto il mondo il movimento #deletefecebook.

Moltissime persone hanno così iniziato a cancellare i loro profili (anche il fondatore di WhatsApp ha consigliato di farlo) mentre altre si sono chieste quali e quante informazioni Facebook possegga sul loro conto. Ecco come scoprirlo.

L’utente Dylan McKay, ad esempio, sostiene che Facebook abbia avuto accesso ai “metadata di tutte le chiamate che ho fatto, alla loro durata e al loro orario, così come ai messaggi che ho ricevuto e inviato” da ottobre 2016 a luglio 2017.

Un portavoce di Facebook ha spiegato che “l’upload dei contatti [telefonici] è opzionale. Gli utenti devono fornire il loro consenso e possono cancellare le informazioni che sono già state caricate in qualsiasi momento. Nella sezione ‘Le tue informazioni’ è possibile trovare tutte spiegazioni necessarie”, ha detto.

“Lo scopo della maggior parte delle app è metterti facilmente in contatto con gli altri. Quindi, la prima volta che connetti il tuo cellulare a un social network o a un’app, viene attivato l’upload dei tuoi contatti telefonici”, ha concluso il portavoce.

Facebook chiede agli utenti la possibilità di accedere e scaricare i dati personali, tra cui ad esempio le rubriche telefoniche, per una serie di ragioni: la prima riguarda il fatto che i contatti che abbiamo sul telefono potrebbero aiutarci a trovare su Facebook i nostri amici. Ad esempio, l’app di Facebook Messenger per Android richiede l’accesso a sms e chiamate per lo stesso motivo.

Facebook ha sottolineato più volte tuttavia che gli utenti possono cancellare i loro contatti già caricati in qualsiasi momento e bloccare l’ulteriore upload modificando le opzioni dall’app di Messenger.

Inoltre, la cancellazione permanente del proprio account Facebook comporta l’eliminazione delle informazioni presenti sul social network.

Secondo un sondaggio pubblicato domenica 25 marzo, la fiducia degli utenti verso Facebook è diminuita in seguito allo scandalo Cambridge Analytica.

Il fondatore del social network, Mark Zuckerberg, ha chiesto scusa per la violazione della privacy comprando un’intera pagina pubblicitaria sui più importanti giornali inglesi.

Qui abbiamo approfondito i vari aspetti sul caso Cambridge Analytica, in relazione al quale ci siamo anche chiesti se fosse arrivata l’ora di cancellarsi da Facebook. (Qui abbiamo invece elencato il modo per cancellare le app che hanno accesso ai nostri dati di Facebook).

Cambridge Analytica, l’informatore rivela: “Abbiamo lavorato in Italia”

Cambridge Analytica ha lavorato in Italia. Lo ha detto l’informatore dalle cui rivelazioni è partita l’inchiesta giornalistica che ha sollevato il caso, Christopher Wylie.

“L’unico paese europeo di cui so per certo che ha lavorato con Cambridge Analytica è l’Italia”, ha detto Wylie in un’intervista al quotidiano La Repubblica. “Ricordo vari progetti in Europa, so che hanno fatto qualcosa in Italia, anzi, l’Italia di cui so con certezza, ma non rammento per quali partiti”.

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