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Brexit, il premier Boris Johnson ha incontrato il presidente della Commissione europea Juncker: “Nessun rinvio dopo il 31 ottobre”

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 16 Set. 2019 alle 17:39 Aggiornato il 16 Set. 2019 alle 19:26
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Il premier Boris Johnson incontra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in Lussemburgo. Data: 16/09/2019 Credits: François Walschaerts/ AFP

Brexit, il premier Johnson ha incontrato il presidente della Commissione europea Juncker in Lussemburgo

Il premier inglese Boris Johnson ha incontrato oggi in Lussemburgo il presidente uscente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Il colloquio si è svolto a pranzo, in un ristorante di lusso ed è durato oltre due ore.

Dopo l’incontro non erano previste dichiarazioni congiunte di Johnson e Juncker ma il leader della Commissione europea ha comunque voluto dire la sua sull’iter che dovrebbe portare a un’uscita del Regno Unito dall’Unione europea: “È stato un incontro amichevole. I negoziati continueranno ad alta velocità. È responsabilità del Regno Unito proporre soluzioni operative sotto il profilo legale compatibili con l’accordo di divorzio. L’apertura ad esaminare qualsiasi proposta deve raggiungere gli stessi obiettivi del backstop. Ma queste proposte non sono state ancora fatte”, ha dichiarato.

Il backstop a cui fa riferimento Juncker consiste in una soluzione di salvaguardia per evitare che rinasca un confine fisico rigido tra Irlanda e Irlanda del Nord. L’espressione “backstop” è traducibile come “rete di protezione” e descrive il meccanismo che dovrebbe entrare in azione a partire dal 2020 qualora il regno Unito e l’Ue non dovessero trovare un accordo sulla Brexit.

Il backstop prevede che il Regno Unito resti all’interno dell’unione doganale e stabilisce regole speciali per il transito delle merci, laddove nascerà il nuovo confine tra Unione europea e Regno Unito. È un’operazione frutto dell’accordo dello scorso novembre tra Theresa May e l’Unione europea, che è stata però bocciata dal parlamento britannico. Per questa ragione non è ancora chiaro che cosa accadrà una volta diventata effettiva la Brexit.

Johnson dal canto suo, con una nota proveniente da Downing Street, ha riconfermato il suo impegno a raggiungere un accordo senza il backstop e ha ribadito che non richiederà un’estensione del periodo di discussione sulla Brexit, perché fermamente intenzionato ad uscire dall’Ue il 31 ottobre.

Anche il ministro degli Esteri di Londra, Dominic Raab, intervistato alla radio dalla Bbc, ha ribadito la linea dura sulla Brexit, sostenuta da Johnson: “I contorni di un possibile accordo di divorzio fra l’Ue e il Regno Unito sono ormai piuttosto chiari e il governo non intende prendere in considerazione l’ipotesi di un ulteriore rinvio oltre il 31 ottobre”, ha affermato.

All’uscita dal pranzo con Juncker Boris Johnson si è recato a colloquio con il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel ma prima dell’incontro è stato accolto dalla protesta di alcuni dimostranti al grido di “Go home Boris” e “stop Brexit”. Al termine dell’incontro con Bettel, Johnson ha saltato la conferenza stampa con il collega lussemburghese a causa della presenza ravvicinata dei dimostranti.

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