Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:36
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Brexit, cosa succede adesso: gli scenari possibili per l’uscita del Regno Unito dall’Ue

Immagine di copertina
Credit: Afp

Il governo May sopravvive alla mozione di sfiducia e resta in carica. Il parlamento britannico ha bocciato la mozione di sfiducia con 306 voti a favore e 325 contro.

La premier ha promesso di fare del suo meglio per trovare un accordo definitivo con Bruxelles, che soddisfi tutti.

Ma cosa succederà da ora in poi?

Quattro sono gli scenari possibili dopo il voto:

• Chiedere a Bruxelles nuovi negoziati in extremis, entro il 29 marzo

• Prolungamento del periodo di transizione

• Hard Brexit, un’uscita senza accordo, come vorrebbe la maggioranza dei Tories, il partito della May

• Nuovo referendum con la possibilità di una retro marcia sulla Brexit

Come aveva già dichiarato prima ancora dell’esito del voto di sfiducia, la premier May si era detta pronta a rimanere alla guida del governo, per continuare a negoziare con Bruxelles, per trovare un accordo definitivo e accontentare la maggioranza parlamentare, che ieri ha bocciato l’accordo.

May ha tempo fino al 29 marzo per portare a casa un nuovo accordo che metta d’accordo tutti: il suo stesso governo, l’Ue e il parlamento britannico. Questa opzione è la preferita della May.

L’ipotesi di un nuovo referendum è stata scartata da Theresa May, che ha detto che a questa opzione sarebbe preferibile persino quella del No deal, comunque osteggiata dalla premier, e – ovviamente – dalle opposizioni.

Intano Jeremy Corbyn ha detto che il suo partito potrebbe votare un accordo se questo prevederà un’unione doganale permanente.

L’opzione che infine potrebbe rivelarsi quella più realizzabile è lo spostamento in avanti del periodo di transizione, che scade il 29 marzo. Le istituzioni europee potrebbero accettare di spostare a luglio il termine entro cui raggiungere un accordo. Il punto interrogativo di questo scenario è rappresentato dal fatto che a maggio ci sono le elezioni europee.

Se l’uscita fosse posticipata di qualche mese, il Regno Unito dovrebbe partecipare alle elezioni europee, preparando una campagna elettorale in tutta fretta.

Un secondo referendum è davvero possibile?

La via più probabile per questo risultato è che il patto di Theresa May, non venendo approvato, faccia divenire realtà l’opzione del voto popolare. I parlamentari sia laburisti sia conservatori dovrebbero optare per un secondo referendum ritenendo insostenibili le altre opzioni, quella dell’uscita senza accordo o quella della rinegoziazione.

Bisognerebbe quindi far passare l’emendamento che chiede il voto popolare, dove si domanderebbe di scegliere fra diverse opzioni. Già, ma quali? Uscire senza accordo, accettare l’accordo o, sogno proibito degli eurofili, rimanere nell’Ue rovesciando il risultato del referendum?

Sarebbe il trionfo del movimento trasversale del People’s Vote, che è cresciuto nel tempo sino a portare in piazza oltre 700.000 persone a Londra. Un secondo referendum richiederebbe anche un’estensione significativa dell’articolo 50, sollevando dubbi sul fatto che il Regno Unito avrebbe dovuto partecipare alle elezioni europee del prossimo anno, con i suoi, ormai ex, 73 seggi nell’assemblea di Strasburgo.

Leggi anche: Brexit, perché il confine irlandese è uno dei problemi più difficili da risolvere

Leggi anche: Brexit, come siamo arrivati fin qui: breve storia di un lungo cammino

Ti potrebbe interessare
Esteri / Media: “Hamas valuta l’ipotesi di lasciare il Qatar”. Bombardata in Iraq una base filo-iraniana
Esteri / Israele ha lanciato un attacco contro l’Iran: colpita una base militare a Isfahan. Media: “Teheran non pianifica una ritorsione immediata”. Blinken: "Usa non coinvolti"
Esteri / Germania, arrestate due spie russe che preparavano sabotaggi
Ti potrebbe interessare
Esteri / Media: “Hamas valuta l’ipotesi di lasciare il Qatar”. Bombardata in Iraq una base filo-iraniana
Esteri / Israele ha lanciato un attacco contro l’Iran: colpita una base militare a Isfahan. Media: “Teheran non pianifica una ritorsione immediata”. Blinken: "Usa non coinvolti"
Esteri / Germania, arrestate due spie russe che preparavano sabotaggi
Esteri / Brasile, porta il cadavere dello zio in banca per fargli firmare un prestito: arrestata
Esteri / Michel: “Iran è una minaccia non solo per Israele, va isolato”. Teheran: “Potremmo rivedere la nostra dottrina nucleare di fronte alle minacce di Israele”
Esteri / La scrittrice Sophie Kinsella: “Ho un cancro al cervello, sto facendo chemioterapia”
Esteri / Serie di attacchi di Hezbollah al Nord di Israele: 18 feriti. Tajani: “G7 al lavoro per sanzioni contro l’Iran”. Netanyahu: “Israele farà tutto il necessario per difendersi”
Esteri / Copenaghen, distrutto dalle fiamme gran parte dell’edificio della Borsa | VIDEO
Esteri / L’Iran minaccia l’uso di un’arma “mai usata prima”. L’Onu: “Sono 10mila le donne uccise a Gaza dall’inizio della guerra, 19 mila gli orfani”
Esteri / Stati Uniti, Trump: “Il mio processo è un attacco all’America”