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Brexit, cosa succede dopo la bocciatura da parte del Parlamento

Di Laura Melissari
Pubblicato il 16 Gen. 2019 alle 11:00 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:03
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Immagine di copertina
Credit: Oli SCARFF / AFP

Con 432 voti contrari e 202 a favore, il parlamento britannico ha bocciato l’accordo sulla Brexit, aprendo a scenari caotici e politici senza precedenti.

Cosa succede adesso

La maggioranza si è espressa chiaramente: l’accordo siglato da Theresa May e i leader Ue non va bene. La premier aveva avvisato nei mesi scorsi che le conseguenze sarebbero state gravi. Nonostante la bocciatura, il 29 marzo il Regno Unito uscirà dall’Unione europea, senza alcun accordo.

Il governo ha deciso di non dimettersi. Tra gli scenari vi è un nuovo governo Tory, o addirittura nuove elezioni, come richiesto dal partito dei Labour.

Le opposizioni il 16 gennaio 2019 hanno presentato una mozione di sfiducia contro il governo. Se passa la mozione di sfiducia, allora, entro 14 giorni, chi riesce a formare un nuovo governo può chiedere la fiducia. Se nessuno riesce a formare un governo ed ottenere la fiducia della House of Commons, allora si scioglie la Camera e si va a votare, con elezioni anticipate.

La premier ha adesso solo tre giorni per presentare un piano B alla Camera dei comuni.

May ha provato, invano, a convincere gli hard brexiteers a votare l’accordo, dal momento che lo scenario del “No deal” sarebbe stato peggio di qualsiasi altro. Il No deal però ha vinto. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e quello della Commissione Jean-Claude Juncker in primis, hanno ricordato con una lettera a Theresa May che potrà essere trovato un nuovo accordo entro il 31 dicembre 2020, in modo tale da scongiurare le conseguenze più nefaste.

Tra i punti più osteggiati dal parlamento vi era quello del backstop, la spinosa questione del confine tra Irlanda del Nord e Repubblica di Irlanda, che abbiamo spiegato qui.

Il Regno Unito potrebbe chiedere una proroga dell’entrata in vigore della Brexit, dal 29 marzo alla prossima estate almeno.

Per una richiesta del genere, che prevede la proroga dell’articolo 50, serve una richiesta formale del Regno Unito e l’ok all’unanimità dei 27 stati membri. L’articolo 50 fissa in due anni la durata dei negoziati di uscita di un paese dall’Unione europea.

In questo caso si aprirebbero comunque scenari incerti: quanto dovrebbe durare la proroga? Il Regno Unito dovrebbe partecipare alle elezioni europee del prossimo maggio?

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