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Bolivia, scontri tra manifestanti pro-Morales e polizia: otto morti e 75 feriti

Immagine di copertina
Credit/ANSA

Dal Messico l'ex presidente boliviano ha lanciato un appello alle forze armate affinché "mettano fine al massacro", mentre la Commissione interamericana dei diritti umani ha condannato un "uso sproporzionato" della forza da parte della polizia

Bolivia, scontri tra manifestanti pro-Morales e polizia: otto morti e 75 feriti

Otto morti e circa 75 feriti. È questo il bilancio dello scontro tra manifestanti pro-Evo Morales, l’ex presidente boliviano dimessosi lo scorso 10 novembre, e polizia nella città di Sacaba, vicino a Cochabamba, nel centro della Bolivia. A riportare la notizia il direttore dell’ospedale cittadino, Guadalberto Lara, il quale ha inoltre spiegato che “la maggior parte delle vittime sono state raggiunte da colpi di arma da fuoco”.

I manifestanti, molti dei quali indigeni, si erano radunati a Sacaba nelle prime ore del mattino per protestare in modo pacifico e, quando un nutrito gruppo di dimostranti ha tentato di attraversare un checkpoint militare vicino a Cochabamba – proprio lì dove sia i sostenitori che gli avversari di Morales si sono affrontati per settimane – sono iniziati gli scontri.

La Commissione interamericana dei diritti umani (Cidh) ha condannato un “uso sproporzionato” della forza da parte di polizia e militari nella repressione delle manifestazioni civili di Sacaba e, tramite Twitter, la Cidh ha ricordato che “le armi da fuoco devono essere escluse dai dispositivi utilizzati per il controllo delle proteste sociali” poiché “lo Stato ha l’obbligo di assicurare il diritto alla vita e all’integrità fisica di quanti protestano pacificamente”.

Come riportato dall’agenzia Ansa, inoltre, alcuni media boliviani hanno segnalato che a El Alto centinaia di manifestanti hanno sequestrato due sottufficiali della polizia. Una delegazione è infatti in viaggio per negoziare la loro liberazione, mentre dal Messico – Paese che ha concesso l’asilo politico a Evo Morales – l’ex presidente boliviano ha lanciato un appello a forze armate e polizia affinché “mettano fine al massacro”.

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