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Usa 2020, New York Post: “Biden presentato dal figlio ai manager ucraini”. Facebook e Twitter bloccano l’articolo

Trump: "È la prova che Biden ha mentito. Blocco orribile dai social". E Twitter blocca anche l'account della portavoce della Casa Bianca

Di Anna Ditta
Pubblicato il 15 Ott. 2020 alle 08:20 Aggiornato il 15 Ott. 2020 alle 11:34
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Immagine di copertina
Joe Biden. Credit: Adam Schultz/Biden via ZUMA Wire

A meno di un mese dalle elezioni presidenziali statunitensi e alla vigilia del duello (a distanza) tra Trump e Biden, un articolo del New York Post incendia il clima elettorale negli Usa. La testata pubblica infatti delle mail che proverebbero un incontro tra il candidato democratico alla presidenza, Joe Biden, quando era vice di Barack Obama con i dirigenti della società ucraina in cui era assunto il figlio. Biden, scrive il New York Post, aveva dichiarato l’anno scorso: “Non ho mai parlato con mio figlio dei suoi affari all’estero”.

Nell’articolo viene citata in particolare una mail che indica l’incontro tra Biden e Vadym Pozharskyi, membro del consiglio di amministrazione della compagnia energetica ucraina Burisma, dov’era impiegato il figlio del candidato, che all’epoca guidava la politica dell’amministrazione Obama sull’Ucraina. Il gruppo ucraino per questo viene sospettato di corruzione.

L’articolo si basa su email e altro materiale digitale recuperato da un computer che apparentemente apparteneva al figlio di Biden, Hunter. Una copia di questo materiale è stata fornita al quotidiano dall’ex sindaco di New York nonché avvocato personale del presidente, Donald Trump, Rudy Giuliani. Proprio il fatto che Giuliani sia la fonte – insieme all’ex consigliere di Trump, Steve Bannon, che per primo aveva informato il giornale dell’esistenza di questi materiali – ha destato i sospetti di diversi giornalisti e dei social network circa l’affidabilità delle informazioni pubblicate.

Facebook e Twitter bloccano l’articolo

L’articolo è stato ritenuto “inaffidabile” dai social network Facebook e Twitter, che ne hanno frenato la diffusione. In particolare, Facebook ha scelto di “ridurre la distribuzione” dell’articolo lasciando il tempo ai suoi controllori di analizzare la storia, Twitter ha scelto di eliminarlo completamente, dal momento che – come ha spiegato lo stesso social network – “l’articolo contiene immagini con informazioni private, come indirizzi elettronici. Mail e numeri di telefono, che infrangono le nostre regole”.

“La nostra comunicazione non è stata eccezionale” ha ammesso Jack Dorsey, il patron di Twitter, dopo lo scoppio delle polemiche. L’articolo contiene anche elementi piratati, tuttavia, dal 2018, i regolamenti di Twitter, spiega il gruppo, “vietano l’uso dei nostri servizi per distribuire contenuti ottenuti senza autorizzazione”. Il social network ha ricordato che la discussione dell’articolo non è vietata, ma solo la condivisione di documenti.

Trump: “È la prova che Biden ha mentito. Blocco orribile da Twitter e Facebook”

“Joe Biden è un politico corrotto a cui non dovrebbe essere permesso di correre per la presidenza degli Stati Uniti”, ha dichiarato Trump in un comizio sulla pista dell’aeroporto di De Moines, in Iowa, a proposito del caso. “Abbiamo appena saputo che Joe Biden ha spudoratamente mentito circa il suo coinvolgimento nell’affare di corruzione riguardante suo figlio. Questa è la ‘pistola fumante’, Hunter veniva pagato per garantire l’accesso a suo padre vice presidente”.

A proposito della decisione dei social network di limitare la diffusione dell’articolo, Trump ha parlato di un blocco “orribile”. “È così orribile che Twitter e Facebook hanno rimosso dal New York Post l’articolo sulla ‘pistola fumante’ le email relative a ‘Sleepy’ Joe Biden e suo figlio, Hunter,” ha detto. “Per loro è solo l’inizio. Non c’è niente di peggio di un politico corrotto”.

Twitter blocca l’account della portavoce della Casa Bianca

Twitter, inoltre, ha bloccato l’account della portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, per aver condiviso la notizia. “Twitter ha bloccato l’account personale dell’addetto stampa della Casa Bianca Kayleigh McEnany per aver condiviso notizie che ai democratici non piacciono”, ha commentato la campagna elettorale di Trump in un tweet. “L’hanno bloccata solo perché cercava di diffondere la verità”, ha commentato Trump durante il comizio in Iowa. McEnany ha invece parlato di “censura” che non dovrebbe avere posto in America.

Twitter ha sospeso inoltre una serie di account fake di falsi sostenitori del presidente Donald Trump. Su quasi tutti i profili bloccati la frase “io sono afroamericano e voto per Trump”, riporta la Cnn che cita un portavoce di Twitter che parla di “violazione delle regole contro lo spam e la manipolazione della piattaforma”.

Il caso Biden-Ucraina

Hunter Biden, figlio di Joe Biden, è entrato nel consiglio d’amministrazione della Burisma, compagnia ucraina del gas, nel maggio 2014, con uno stipendio di 50mila dollari al mese. Venne scelto nonostante non parlasse la lingua e non avesse particolari esperienze nel campo energetico.

La sua nomina avvenne pochi mesi dopo la decisione dell’allora presidente Barak Obama di affidare al suo vice il compito di seguire la transizione politica in Ucraina, con il presidente Viktor Yanukovich costretto dalla “rivoluzione arancione” all’autoesilio in Crimea per evitare la guerra civile.

A settembre 2019 Trump avrebbe chiesto con una telefonata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di riaprire un’indagine sul figlio di Joe Biden, promettendo in cambio aiuti militari per 250 milioni di dollari. Proprio a causa dei suoi sforzi e di quelli di Giuliani per sollevare uno scandalo legato ai Biden e a Burisma, Trump lo scorso anno è stato messo sotto impeachment.

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