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Nella battaglia per la riconquista di Mosul ovest sono morti 439 civili

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Dall'inizio dei combattimenti per strappare la città al sedicente Stato Islamico sono fuggite dalla roccaforte dell'Isis quasi 100mila persone

Dall’inizio dell’offensiva per strappare la parte ovest di Mosul al sedicente Stato Islamico sono morti 439 civili. Lo afferma l’ong Osservatorio iracheno per i diritti umani. Secondo i dati diffusi il 15 marzo 2017, 299 di questi civili sono stati uccisi dai bombardamenti della coalizione internazionale a guida statunitense. 

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L’offensiva della coalizione nella zona ovest di Mosul è iniziata nel mese di febbraio 2017. Secondo alcune fonti locali citate dal sito Shafaq news, i membri di cinque famiglie sono rimasti uccisi nel crollo dell’edificio in cui abitavano nel quartiere della ferrovia, colpito nel raid di un aereo non identificato.

Dopo la conquista della zona di Mosul a est del fiume Tigri con un attacco iniziato nell’ottobre del 2016, le forze lealiste hanno preso parte della città a ovest nei combattimenti dell’ultimo mese. Secondo alcune fonti militari irachene le truppe di Baghdad hanno riconquistato il 60 per cento dei quartieri occidentali.

Un altro report, diffuso dall’Organizzazione internazionale per l’immigrazione, documenta che quasi 100mila iracheni sono fuggiti da Mosul ovest dall’inizio della battaglia per la riconquista della città. La popolazione della zona ovest di Mosul contava, prima dell’inizio dei combattimenti, circa 750mila residenti.

Nella giornata di mercoledì 15 marzo le forze governative irachene hanno preso il controllo dell’Iron Bridge, il ponte che collega il settore est di Mosul con la città antica controllata dall’Isis. 

L’esercito di Baghdad ora ha il controllo di tre dei cinque ponti che attraversano il fiume Tigri e che dividono in due la città.

“Le nostre truppe stanno avanzando costantemente verso la Grande Moschea, siamo ora a meno di 800 metri di distanza”, ha affermato il portavoce della polizia federale. 

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